Si aprirà il prossimo marzo il procedimento a carico di 3 camici bianchi dell’ospedale di Partinico accusati del decesso di una neonata morta dopo tre giorni di vita nel gennaio del 2018
Non avrebbero adottato i corretti presidi terapeutici, provocando il decesso di una neonata venuta alla luce alla trentasettesima settimana di gestazione e morta dopo tre giorni di vita. E’ l’accusa mossa a tre medici in servizio all’ospedale Civico di Partinico, rinviati a giudizio dal Gip del Tribunale di Palermo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Il processo si aprirà il prossimo marzo.
Il fatto risale al gennaio del 2018. La bimba, appena nata, avrebbe subito manifestato un grave stress respiratorio; nonostante ciò, secondo l’ipotesi accusatoria, i medici avrebbero agito con “grave negligenza e imperizia”, in particolare non avrebbero allertato tempestivamente il sistema Sten e avrebbero rifiutato il trasferimento a mezzo di elisoccorso in favore dell’ambulanza, aggravando così le condizioni della neonata, il cui cuoricino ha smesso di battere all’ospedale Civico di Palermo.
Decisive ai fini del rinvio a giudizio la consulenza medico legale di parte e la perizia richiesta dal Giudice per le indagini preliminari.
Come sottolineato dai legali di famiglia della piccola vittima le conclusioni degli esperti avrebbero confermato che la bambina poteva essere salvata se ne fosse stato disposto immediatamente il trasferimento in un centro attrezzato, evidenziando così le responsabilità dell’equipe medica nonché l’inadeguatezza del presidio ospedaliero di Partinico. Da li la decisione di portare in Giudizio anche l’azienda ospedaliera e la Regione Siciliana “per le gravi criticità strutturali del centro nascita che non consentono l’adeguata offerta terapeutica in casi di criticità”.
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