Contratti precari, FNOMCeO: ‘universo sommerso’ di 25mila medici

0

Secondo il presidente della Federazione, Filippo Anelli, per far fronte ai contratti precari, occorre una programmazione seria, mirata e fondata su numeri concreti

Sono 25000, secondo la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) i medici ‘attivabili’, cioè laureati, abilitati, ma non ancora attivi professionalmente. Di questo ‘universo sommerso’ fanno parte, tra gli altri, medici ospedalieri sottopagati, assunti ‘a scadenza’, con contratti precari; il tutto mentre i concorsi vengono rimandati sine die.

Non mancano poi i medici di famiglia in attesa di entrare nelle graduatorie per l’assegnazione di uno studio convenzionato; graduatorie che spesso, per la Federazione, “sono falsate dalla presenza solo nominale di colleghi che hanno un’altra occupazione o magari sono già in pensione”.

Senza tralasciare i Giovani medici laureati che non riescono ad accedere alle scuole di specializzazione o al Corso di formazione in medicina generale; carriere inghiottite “dall’‘imbuto formativo’ dovuto all’insufficienza del numero di borse”.

Una situazione sulla quale in troppi, comprese le stesse istituzioni, iniziano a speculare. Lo ha denunciato recentemente Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Omceo di Milano. Rossi ha parlato di medici ingaggiati negli ospedali con contratti libero professionali, pagati una decina di euro l’ora, al netto di tasse e contributi; il tutto senza prospettive di stabilizzazione e in un contesto nel quale le strutture farebbero di tutto per precarizzare il rapporto del medico.

La voce del vertice dell’Ordine meneghino ha trovato il sostegno nel presidente della FNOMceO, Filippo Anelli.

Secondo Anelli il quadro delineato da Rossi non è che la punta dell’iceberg. Per restare sempre in Lombardia il panorama non è migliore neppure per la Medicina Generale. In tale settore, infatti, alcune sedi, le meno ambite perché poste in zone di disagio territoriale o sociale, iniziano a rimanere ‘scoperte’. I medici opportunamente formati, iscritti in graduatoria e veramente interessati a fare il medico di famiglia, anche in condizioni poco ‘premianti’, non sono abbastanza.

La situazione peggiora spostandosi nelle regioni commissariate, che sono soprattutto al Sud; in tali aree il blocco del turnover incide sull’assistenza, sul mantenimento dei Lea e sulla sostenibilità stessa dei sistemi sanitari.

Per Anelli la carenza di medici opportunamente formati non deve in alcun modo essere strumentalizzata, e, ancor meno ‘pilotata’ dai decisori sanitari. Il rischio è che tale deficit diventi pretesto “per uno shift di competenze verso figure meno specializzate, meno formate e quindi meno ‘care’”. Ciò determinerebbe un abbassamento della qualità delle cure e a un depauperamento di tutto il Servizio sanitario Nazionale.

Per scongiurare tale pericolo il presidente FNOMCeO sottolinea la necessità  di una programmazione seria, mirata, e fondata su numeri concreti. Per questo la Federazione chiederà, quest’anno, il raddoppio dei posti disponibili nel Corso per la Medicina Generale l’aumento cospicuo dei contratti di specializzazione; una misura, quest’ultima,  da attuarsi tramite l’intervento delle Regioni e il ricorso anche a borse e prestiti d’onore offerti da altri Enti e Fondazioni. Inoltre, conclude Anelli,  “proporremo un numero di accessi al Corso di Laurea pari a 8400”. Si tratta del fabbisogno individuato da Fnomceo “come massimo assorbibile dal sistema per non trovarci con medici ‘formati a metà’, destinati alla sotto-occupazione in un sistema sanitario di bassa qualità”.

 

Leggi anche:

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO, IN CRESCITA I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui