L’operato dell’ausiliario del CTU non sostituisce integralmente quello del Consulente, che elabora la perizia in modo da farvi contenere autonome considerazioni (Corte d’Appello di Perugia, Sentenza n. 408/2021 del 29/06/2021 RG n. 726/2019)

Il danneggiato dal sinistro stradale propone appello avverso la sentenza n. 583/2019 emessa dal Tribunale di Perugia in data 15.04.2019, con la quale veniva dichiarata la completa responsabilità del sinistro stradale avvenuto in data 1.7.2008 in capo ai convenuti condannati al pagamento in favore dell’ appellante, oltre all’importo già versato di euro 10.933,67 euro, dell’ulteriore importo di euro 43.630,85, oltre interessi e rivalutazione.

In particolare l’appellante contesta la sentenza di primo grado nella parte in cui il Giudice errava nella valutazione delle risultanze dell’istruttoria, in particolar modo con riferimento alla relazione dell’ausiliario del CTU. nella parte in cui non concedeva l’aumento personalizzato del danno, senza darne alcuna motivazione.

Eccepisce, inoltre, l’errata quantificazione delle spese legali e la mancata liquidazione a suo favore delle spese sostenute per l’assistenza stragiudiziale.

Si costituisce in giudizio l’Assicurazione del veicolo responsabile del sinistro contestando le censure dell’appellante e chiedendo la conferma della decisione di primo grado.

La Corte, sulla erronea valutazione dello Psicologo, collaboratore del CTU, dà atto che il Tribunale autorizzava il parere psicologico in considerazione delle deduzioni del danneggiato e del suo CTP sotto il profilo del danno risentito per la forte depressione conseguente al sinistro stradale.

In concreto, lo Psicologo, svolgeva valutazioni riguardanti il nesso causale e il danno biologico, con la sua conseguente quantificazione, andando ben oltre la valutazione che gli era stata richiesta essendo ciò rimesso al C.T.U. nominato che poteva avvalersi dell’ausiliario nei limiti di un mero parere specialistico .

Ed, infatti, in sede di supplemento di consulenza tecnica medico -legale d’ufficio, il C.T.U. riferendosi alle valutazioni dello Psicologo : ” il sanitario, ha espresso considerazioni sul nesso causale, e valutazioni che non trovo né pertinenti né condivisibili, eccedendo quanto richiesto ed invadendo un ambito precipuamente medico -legale, quello dell’accertamento del nesso causale. D’altro canto occorre ricordare che il CTU può attingere elementi di giudizio dalle cognizioni e dalle percezioni di un proprio collaboratore, nel rispetto del contraddittorio e sotto il controllo delle parti restando , comunque, la necessità che l’operato del collaboratore non sostituisca integralmente quella del consulente, ma che quest’ultimo elabori il proprio documento peritale in modo da farvi contenere autonome considerazioni.

Come noto, infatti, il Giudice deve valutare ai fini della decisione, l’elaborato peritale depositato dal CTU incaricato.

Pertanto, il motivo di appello inerente la mancata valutazione del parere dello Psicologo è infondato in quanto il Giudice ha correttamente preso in considerazione la CTU, anche sotto il profilo delle repliche alle critiche dei CTP.

Il Giudice di primo grado, con riferimento allo stato psicologico del danneggiato, si è discostato dalla valutazione del danno biologico fatta dal C.T.U. aumentando lo stesso di due punti percentuali e dandone esaustiva motivazione con richiamo alla situazione di incertezza e paura accusata a seguito dell’incidente.

Ed ancora, viene dato atto, nella decisione impugnata, dell’applicazione della percentuale massima di personalizzazione prevista dalle Tabelle di Milano in considerazione della giovane età del danneggiato con idonea motivazione riferita a quanto allegato e provato.

La valutazione operata in primo grado del danno non patrimoniale è corretta e immune da vizi.

La seconda censura, inerente le spese stragiudiziali, viene anch’essa rigettata, mentre quella inerente le spese di lite di primo grado, viene accolta.

La Corte d’Appello, in conclusione, accoglie parzialmente l’appello proposto avverso la sentenza n. 58 3/2019 emessa dal Tribunale di Perugia in data 15.04.2019, e condanna gli appellati, in solido , al pagamento del le spese del giudizio di primo grado che si liquidano in euro 7500,00, oltre rimborso forfettario al 15%, e accessori di legge; compensa per 1/3 le spese d’appello.

Avv. Emanuela Foligno

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