Le perplessità della Federazione sul ddl Bilancio 2020, considerato poco incisivo sul versante sanitario in particolare per quanto riguarda il finanziamento per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, la detassazione e l’assunzione di personale ospedaliero

Il ddl bilancio “delude le aspettative, blindando l’esistente, limitandosi a dichiarazioni di principio e differendo ad futuro incerto provvedimenti e finanziamenti innovativi”. Questo il commento della Federazione Cosmed sul provvedimento approdato in queste ore all’esame del Parlamento.

Il finanziamento del rinnovo contrattuale per il 2019-2021 del pubblico impiego viene implementato di 225 milioni per il 2020 e di 1,4 miliardi per il 2021. Tale incremento – sottolinea Cosmed – consentirebbe un aumento contrattuale pari al 1,30% per il 2019, al 1,92% per il 2020 e al 3,49% per il 2021. “Si tratta dello stesso modesto incremento a regime dell’ultimo contratto 2016-19, ancora da erogare, e che non ha recuperato nemmeno l’inflazione reale di oltre 10 anni di blocco contrattuale”.

Al di là dell’esiguità delle risorse, poi, l’organizzazione evidenzia come non sia prevista nessuna delle ipotesi formulate negli scorsi mesi. Nello specifico: la detassazione degli aumenti contrattuali e del salario accessorio legato all’incremento della produttività; l’abolizione del meccanismo di riduzione automatica delle retribuzioni dei dipendenti pubblici con sottrazione della retribuzione legata all’anzianità dei cessati; il superamento dell’art. 23 della legge di riforma della P.A.

“Un contratto scaduto il 31.12.2018 vede il finanziamento diluito e differito, continuando una politica disincentivante e punitiva per il settore pubblico senza alcuna iniziativa o innovazione della struttura contrattuale”.

Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, secondo l’organizzazione, viene sostanzialmente confermato nella misura prevista dalla precedente legge di bilancio. “Sulla sanità poche novità in due striminziti articoli: abolizione dal 1 settembre del cosiddetto superticket con rifinanziamento delle Regioni e un finanziamento di circa 250 milioni per fornire apparecchiature sanitarie in uso ai medici di medicina generale, unico provvedimento, per abbattere le liste d’attesa”.

“Nessun investimento o incentivo – denuncia Cosmed – sulle risorse umane ospedaliere indispensabili per contenere le liste d’attesa, dimenticata la carenza di medici e sanitari specialisti cruciale per la sopravvivenza e la credibilità del SSN”. E ancora: “ridimensionato il recupero fiscale, differiti al 2021 gli incentivi all’uso dei pagamenti tracciabili, mantenuti i privilegi della flat tax per il lavoro autonomo”. 

Nel ddl bilancio viene affrontato il tema della riduzione del carico fiscale dei lavoratori dipendenti. Tuttavia le risorse stanziate pari a 3 miliardi per il 2020 e 5 miliardi per il 2021 consentirebbero ai 18 milioni di lavoratori dipendenti un recupero pro capite rispettivamente di 167 e 277 euro annui (pari a 13 e 21 euro mensili).

“Una buona agenda con effetti talmente inadeguati da rendere il messaggio, pur condivisibile, debolissimo”.

Sulla previdenza viene prorogata l’opzione donna ma solo per un anno. Viene ripristinato il recupero dell’inflazione sulle pensioni ma solo dal 2022. Inoltre – afferma ancora la Federazione –  vengono ignorate le raccomandazioni della Corte costituzionale sul sequestro delle liquidazioni dei dipendenti pubblici per lo meno nei confronti degli ultra-sessantasettenni con pensioni di vecchiaia.

La bozza della Legge di bilancio, poi, affronta il tema dello scorrimento delle graduatorie, ma limitato al 30% dei posti a concorso. “Un provvedimento inefficace specialmente nel SSN, anche se l’istituzione di un portale centralizzato è una buona idea per limitare gli sprechi per le procedure concorsuali e i ritardi nelle assunzioni. Tuttavia mancano norme cogenti per le assunzioni e il corretto turnover nei servizi pubblici ormai al collasso”.

Per tutti questi motivi, Cosmed ritiene necessario che il disegno di legge venga modificato, con l’inserimento di tutti i correttivi necessari per dar soluzione ai problemi elencati, a partire dall’incremento del finanziamento delle risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, e mediante il rinvio cogente a provvedimenti normativi urgenti in tema di detassazione, assunzione di personale ospedaliero, eliminazione del sequestro delle liquidazioni per quiescenza.

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