Preoccupazione per il rischio di incremento dei costi a carico delle strutture ospedaliere

A pochi giorni di distanza dal licenziamento, da parte della Commissione Sanità del Senato, del testo sul disegno di legge relativo alla responsabilità professionale medica, il dibattito prosegue fuori dalle aule del Parlamento.

Da un lato le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria dipendente del Ssn plaudono al nuovo articolato, esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo. L’auspicio dell’Intersindacale è che i tempi per l’esame e l’approvazione in aula siano brevi in modo che il testo possa rapidamente tornare alla Camera dei Deputati e che l’iter legislativo possa chiudersi entro l’anno.

Di diverso avviso, invece, i giovani imprenditori della sanità privata che chiedono la riapertura di un confronto con le Istituzioni per ottenere dei cambiamenti a un testo che, se approvato, rischia di far lievitare considerevolmente i risarcimenti a carico dell’ospedale. Ne è convinto Lorenzo Miraglia, presidente Aiop Giovani Nazionale, secondo cui  “in un momento di forte ripensamento dei modelli ospedalieri nel mondo credo che aumentare il peso delle responsabilità (già estremamente onerose) sicuramente comporterà a cascata un peggioramento dei livelli delle erogazioni delle prestazioni”.

Tra le perplessità dell’Aiop c’è, in particolare, la parte del testo relativo all’azione di rivalsa. Lo spiega Gaia Garofalo vice presidente Aiop Giovani Lazio: “Sollecitiamo un ripensamento relativo al comma 5 dell’articolo 9 che pone un tetto incomprensibile all’azione di rivalsa delle aziende sanitarie nei confronti del medico pari a tre volte lo stipendio annuo e al primo comma dell’articolo 10, recentemente emendato, che prevede l’obbligo per le strutture sanitarie di assicurare, a proprie spese, anche i medici in regime di libera professione. Questo emendamento – prosegue Garofalo – appare in contraddizione con l’impianto stesso del disegno di legge, che pur chiarisce la responsabilità contrattuale del personale in libera professione”.

C’è poi preoccupazione anche per le ripercussioni che potrà avere il comma 3 dell’articolo 7, che chiarisce una volta per tutte la natura extracontrattuale della responsabilità del medico, suscitando negli operatori del settore il timore di un aumento, o comunque la certezza di una mancata riduzione del contenzioso nei confronti delle strutture sanitarie.

“Vale la pena ricordare – conclude il vice presidente Aiop Giovani Lazio –  che delle 32.000 denunce annue, 2/3 sono già nei confronti delle strutture sanitarie, 1/3 nei confronti del personale medico. Se il nostro timore fosse fondato ci sarebbe probabilmente il rischio di ripercussioni in materia assicurativa: diminuirebbero certamente i premi per l’assicurazione medica, ma potrebbero aumentare quelli, oggi già molto elevati, delle strutture sanitarie. Elevati al punto tale che già oggi molte aziende pubbliche e private preferiscono ricorrere al meccanismo dell’autoassicurazione”.

Ma oltre alla difesa degli interessi di categoria gli imprenditori della sanità privata pongono un’altra questione di rilievo per tutti i cittadini: “Chi si farà carico dei costi notevolmente più elevate delle aziende pubbliche?  – si chiede Jessica Veronica Faroni, Presidente Aiop Lazio – Le ASL, le Aziende ospedaliere e quelle Universitarie sicuramente no visto che continuano ad essere in rosso; allora chi? Come al solito – conclude Faroni – le spese ricadranno sui cittadini che si ritroveranno con aumento di tasse o con un livello di qualità più basso della sanità. Per questo invito i responsabili politici a rivedere il testo del Ddl”.

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