Sono legali gli scatti che ritraggono persone in luogo pubblico; nei luoghi privati è necessario il consenso
Scattare fotografie ritraenti persone, anche a loro insaputa, non costituisce reato purché queste si trovino in luogo pubblico. Ad esempio non configurano reato gli scatti realizzati o fatti realizzare dal datore di lavoro per verificare la veridicità delle giustificazioni fornite dal dipendente in caso di assenza dal posto di lavoro, per malattia o altri permessi. In tal caso le foto potranno anche essere utilizzate in una eventuale causa per licenziamento.
Si commette invece reato quando si fotografano, senza autorizzazione, persone che si trovano in casa propria, nell’ambiente di lavoro o in qualsiasi altro luogo privato. E ancora quando gli scatti mettono a repentaglio il diritto alla privacy di un soggetto che viene fotografato in continuazione, o mediante veri e propri pedinamenti finalizzati a documentarne le abitudini. Quest’ultima circostanza configura, infatti, violazione dell’articolo 615-bis del codice penale relativo alle interferenze illecite nella vita privata.
L’illegalità di tale comportamento è confermato anche da una pronuncia della Corte Europea dei Diritti Umani del 2010, in cui si sottolinea che fotografare una persona in maniera ripetuta e continuativa per un lungo lasso di tempo, mettendo in atto una condotta ossessiva, rappresenta senza dubbio una violazione della privacy. Il materiale fotografico acquisito illegalmente non potrà essere utilizzato in alcun modo in Tribunale, né in sede civile né nel corso di un giudizio penale.
Negli ultimi anni poi, il dilagare dei social network ha posto il problema della liceità o meno di pubblicare foto o immagini senza previo consenso dell’interessato. Al riguardo occorre rimarcare che il consenso a essere ritratti in una foto non equivale al consenso alla pubblicazione della foto stessa. Per evitare di incorrere in sanzioni che possono arrivare anche alla reclusione, prima di postare immagini che ritraggono persone sui canali social è quindi sempre consigliabile acquisirne l’autorizzazione. Fanno eccezione le foto che ritraggono persone famose o anche quelle che immortalano persone comuni, purchè la pubblicazione non possa risultare dannosa alla sua immagine oppure l’uso sia solamente giornalistico.




