Decesso del minore a seguito di sinistro stradale (Cassazione civile, sez. VI,  dep. 23/06/2022, n.20292).

Decesso del minore a seguito di sinistro stradale e la Corte d’appello dichiara inammissibile il motivo vertente sull’applicazione delle Tabelle milanesi, in quanto non allegate dagli appellanti.

Il Tribunale accoglieva parzialmente la domanda, liquidando per danno da perdita del rapporto parentale, per il decesso del minore, Euro 200.000,00 per ciascuno dei genitori ed Euro 75.000,00 per ciascuna delle sorelle, nonché per danno biologico Euro 162.685,74 per ognuno dei genitori ed Euro 45.334,35 per ognuna delle sorelle.

Avverso detta sentenza proponevano appello gli attori e la Corte di Roma, accoglieva parzialmente il gravame, condannando i convenuti in solido al pagamento della somma in favore del padre di Euro 455.618,61, della madre di Euro 446.593,02, delle sorelle Euro 148.173,68 ciascuna.

La Corte d’appello di Roma, considerava inammissibile il motivo vertente sull’applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano non risultando le stesse allegate dagli appellanti e, quanto alla dedotta erronea applicazione con riferimento ai criteri fattuali presi in esame dalle tabelle, che la liquidazione operata dal Tribunale era legata ai valori tabellari che prevedevano (all’epoca) delle somme onnicomprensive per ogni danneggiato in relazione allo specifico rapporto parentale, per il decesso del minore, a prescindere dall’età dei singoli.

Aggiungeva, inoltre, che andava tenuta ferma l’applicazione delle tabelle romane e che l’errore del Tribunale nella quantificazione del danno da perdita parentale per il decesso del minore, andava corretto maggiorando gli importi liquidati di rivalutazione ed interessi legali dalla data dell’evento alla data della sentenza, oltre gli interessi da quest’ultima al saldo.

I congiunti del minore si rivolgono alla Suprema Corte ed evidenziano l’avvenuto deposito in atti delle tabelle milanesi e che comunque le dette tabelle sono facilmente accessibili sulle riviste specializzate o i siti web. Aggiungono che le tabelle romane hanno adottato un sistema a punti, sicché è errato affermare che tali tabelle prevedano somme “omnicomprensive…a prescindere dall’età dei singoli”.

Sempre secondo i ricorrenti, che il Giudice di appello, facendo erroneamente applicazione delle tabelle romane, ha omesso di adottare il criterio uniforme delle tabelle milanesi, sulla base delle quali, utilizzando i parametri vigenti all’epoca della decisione, si sarebbe dovuto pervenire ad una quantificazione diversa da quella operata dal giudice di merito sia per il danno da perdita parentale per il decesso del minore, che per il danno biologico (risultandone importi superiori, rispetto a quelli liquidati, specificatamente indicati in motivo).

Le doglianze sono fondate.

Gli Ermellini danno continuità al principio di diritto secondo cui: “ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale mediante il criterio tabellare il danneggiato ha esclusivamente l’onere di fare istanza di applicazione del detto criterio, spettando poi al Giudice di merito di liquidare il danno non patrimoniale mediante la tabella conforme a diritto”.

Al fine di garantire non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l’indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull’importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.

Le tabelle milanesi non rispondono ai requisiti indicati in punto di perdita di rapporto parentale, come rilevato dalla stessa Cass. n. 10579 del 2021.

La decisione impugnata, viene cassata, ma nel giudizio di rinvio il Giudice di merito dovrà si liquidare il danno non patrimoniale sulla base di tabella, conformemente alla domanda della parte danneggiata, ma facendo applicazione non delle tabelle milanesi, le quali restano conformi a diritto salvo che per la liquidazione del danno da perdita di rapporto parentale, bensì di altre tabelle che rispondano ai requisiti sopra indicati.

Pacifico, comunque, che per la liquidazione del danno biologico il Giudice di merito deve fare applicazione della tabella elaborata dal Tribunale di Milano.

Avv. Emanuela Foligno

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