Ernia discale mediana con compressione midollare ed errato intervento (Tribunale Piacenza, Sentenza n. 280/2022 pubbl. il 26/05/2022).

Ernia discale mediana trattata con errato intervento chirurgico è quello che viene contestato dalla paziente.

Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., all’esito di un procedimento ex art. 696 bis c.p.c. , la paziente ha convenuto in giudizio la Struttura sanitaria chiedendo di accertarne la responsabilità in conseguenza dell’intervento chirurgico del 22 settembre 2015.

In particolare, l’attrice ha allegato che:

–           nel luglio 2015, a fronte di dolori e disestesie al braccio sinistro, si sottoponeva a visita neurochirurgica e il Medico le diagnosticava ernia discale mediana con compressione midollare e le suggeriva un intervento di micro discectomia con impianto di protesi MOBI -C;

–           in data 22.9.2015 si sottoponeva a tale intervento e all’esito la paziente risultava afona e il medico legale riscontrava una lesione del nervo laringeo irreversibile, causa di un danno biologico pari al 35%.

Secondo la tesi della paziente, l’errore è consistito nell’aver leso il nervo laringeo di destra durante l’intervento chirurgico di discectomia per l’ernia discale mediana, il che ha provocato la quasi integrale afonia irreversibile.

Il Giudice acquisisce la CTU Medico-legale svolta nel procedimento di ATP e ne condivide le conclusioni.

I CTU hanno accertato che:

“-         non sussistono dubbi che la paralisi della corda vocale di destra sia da riferire ad una compromissione del Nervo Laringeo Ricorrente Inferiore (NLRI) di destra, compromissione direttamente connessa con l’ intervento chirurgico di microdiscectomia cervicale eseguito per correggere ernia discale mediana con compressione midollare;

–           il consenso informato, debitamente sottoscritto dalla paziente, è sufficientemente esaustivo, in quanto consta di un modulo che comprende alcuni approcci chirurgici di chirurgia vertebrale; per quanto attiene agli interventi sul rachide cervicale, oltre alle problematiche generali legate ad ogni atto chirurgico, vengono citate come possibili complicanze   disfonia, disfagia, dolore ala iliaca in sede di prelievo osseo, mobilizzazione, collasso o mancata consolidazione dell’innesto osseo, danni midollari con conseguente paraplegia e tetraplegia ;

–           la descrizione dellintervento non pone l’accento su alcuna particolare problematica intraoperatoria ; non si fa cenno nel referto operatorio a problemi inerenti particolari sanguinamenti durante la procedura; questo dato è anche avvalorato dalla mancata apposizione di un drenaggio, con ferita chirurgica apparsa sempre in ordine alle successive medicazioni;        la durata dell’intervento, di 2 ore e 45 minuti (inizio ore 12,45, fine ore 15,30), eccede i tempi comunemente ritenuti congrui con questa procedura chirurgica; tuttavia, vi è scarsa evidenza nella letteratura per quanto attiene alla relazione tra durata della chirurgia ed insorgenza della lesione ; a questo proposito vi è da rilevare che la paziente un anno prima era stata sottoposta ad un intervento di microdiscectomia cervicale ad un livello superiore (C4 -C5) utilizzando peraltro una via di accesso identica, anche se le procedure chirurgiche avvennero in un territorio superiore a quello interessato dall’intervento in questione, ma comunque attiguo; è quindi possibile che fossero presenti aderenze cicatriziali, esito del pregresso intervento, la cui dissezione (di cui peraltro non si fa cenno nel verbale operatorio) abbia richiesto un prolungamento delle procedure; la letteratura in materia attesta che la paralisi del nervo ricorrente laringeo inferiore (NLRI) con conseguente paralisi della corda vocale costituisce la più comune complicanza otorinolaringoiatrica negli interventi di chirurgia della colonna cervicale eseguiti per via anteriore; non vi sono misure che, se attuate durante l’intervento, permettono di prevenire o ridurre l’incidenza di una paralisi della corda vocale nella chirurgia per via anteriore della colonna cervicale” ….(..)

“Non possiamo con certezza individuare profili di colpa nella condotta chirurgica dell’intervento eseguito il 22 -09 -2015 per ernia discale mediana sulla signora, anche se è indubbio il preciso nesso di causa esistente tra procedura chirurgica e lesione del NRLI che ha provocato la paralisi della corda vocale destra , in quanto: dalla descrizione dell’intervento non emergono dati che possano indirizzare verso una condotta scorretta da parte dell’operatore durante la procedura chirurgica, anche se non è possibile con certezza identificare la causa (tra le varie che abbiamo citato) che ha direttamente determinato la lesione del nervo laringeo ricorrente inferiore, responsabile della paralisi della corda vocale di destra, accusata dalla paziente subito dopo l’intervento e non più risolta nonostante il ciclo di terapia logopedica intrapreso”.

Pertanto, la C.T.U. pur accertando che la lesione del nervo è , materialmente, conseguenza dell’intervento del 22.9.2015 di ernia discale mediana, ha escluso la sussistenza di un comportamento negligente in capo al medico operante ovvero alla Struttura.

Sulla asserita violazione e/o incompletezza del consenso informato il Tribunale osserva che la danneggiata non ha specificatamente chiesto né di accertare la lesione della propria autodeterminazione, né di condannare la Controparte al conseguente risarcimento del danno subito.

La domanda viene rigettata a spese compensate.

Avv. Emanuela Foligno

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