Disposta l’autopsia e il sequestro delle cartelle cliniche di un 40enne campano. La famiglia vuole fare luce su eventuali responsabilità mediche

Sarà l’autopsia a fare chiarezza sulle cause della morte di un 40enne di Nola, giovane padre di famiglia deceduto giovedì scorso nel tragitto dell’ambulanza che lo stava conducendo verso l’eliporto del Cis di Nola, dove era atteso per il trasporto d’urgenza al Ruggi d’Aragona di Salerno.

L’uomo si era recato la mattina del giorno precedente al Pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria della Pietà, accusando forti dolori al petto che lo facevano respirare a fatica. I medici del presidio di emergenza, secondo la ricostruzione riportata sul quotidiano Il Mattino,  non si mostrano preoccupati e tranquillizzano l’uomo dimettendolo con una diagnosi di sospetta bronchite.

Ma il paziente continua ad avvertire un forte malessere e nel pomeriggio torna sofferente in Pronto soccorso chiedendo aiuto. Il personale sanitario in servizio decide di chiedere una consulenza ai colleghi del reparto di cardiologia i quali, dopo una serie di accertamenti, realizzano di trovarsi di fronte a un caso di infarto.  L’uomo viene quindi ricoverato e dopo aver trascorso la notte in corsia, il mattino successivo viene sottoposto a una coronarografia. L’esame rileva una grave anomalia all’arteria coronarica discendente che richiede un intervento di by pass.

Viene disposto il trasferimento in ambulanza all’Ospedale di Salerno ma nel frattempo sopraggiunge una complicazione clinica che induce i medici a richiedere l’elisoccorso per abbreviare i tempi del tragitto. Ma la corsa dell’ambulanza verso il Cis, con a bordo un rianimatore e due infermieri, dura appena cinque minuti prima che si consumi il tragico epilogo.

La famiglia ha  denunciato l’accaduto ai carabinieri di Nola. Il Pubblico ministero di turno ha subito disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma, che nel frattempo è stata portata al Policlinico di Napoli. Si attendono quindi i risultati dell’esame autoptico per capire cosa sia successo e se vi siano responsabilità da parte dei sanitari. In particolare i parenti della vittima vogliono sciogliere i dubbi circa l’errore della diagnosi effettuata il giorno precedente e la tempestività dell’intervento dei medici. Intanto la Asl ha fatto sapere di aver avviato un’indagine interna e di essere a disposizione dell’autorità giudiziaria affinché venga fatta luce su quanto successo.

 

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