Diagnosi di Hiv in diminuzione, l’incidenza più alta tra i giovani adulti

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diagnosi di hiv

I dati diffusi dall’Iss sulle nuove diagnosi di Hiv nel nostro Paese evidenziano una riduzione di circa il 20% rispetto al 2017. Il Viceministro alla Salute Sileri: mai abbassare la guardia

Diminuiscono le nuove diagnosi di HIV in Italia. I dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità mostrano per la prima volta calo rispetto agli anni precedenti con una riduzione di circa il 20% rispetto al 2017, che interessa tutte le modalità di trasmissione. Un trend probabilmente da attribuire in modo principale all’efficacia delle terapie antiretrovirali ed alle nuove Linee Guida Terapeutiche che prevedono di iniziare la terapia precocemente dopo la diagnosi.

Purtroppo continua ad aumentare invece la quota di persone (57% nel 2018) che scoprono di essere sieropositive molti anni dopo essersi infettate e vengono pertanto diagnosticate quando il loro sistema immunitario è già compromesso. Si tratta evidentemente dell’effetto di una scarsa consapevolezza sulla diffusione, ancora ampia, di HIV nel nostro Paese e del rischio che si corre di contrarre l’HIV attraverso rapporti sessuali non protetti.

I giovani tra i 25 e i 29 anni costituiscono il gruppo maggiormente colpito in termini di incidenza, sottolineando l’urgenza di strategie di prevenzione mirate agli adolescenti ed ai giovanissimi.

Dai dati emerge inoltre che l’offerta del test HIV in contesti informali (test in piazza, auto test, test in strada, easy test, test in sedi extrasanitarie) costituisce uno strumento prezioso per raggiungere i giovani e identificare nuove diagnosi.

In particolare tra gli stranieri si osserva invece una relativa stabilizzazione delle nuove diagnosi evidenziando una possibile vulnerabilità di questa popolazione nell’accesso ai servizi di assistenza per HIV.

L’HIV può restare asintomatico e silente per molti anni prima di dare qualche manifestazione rilevabile.

Quindi – sottolinea l’Istituto superiore di sanità – la prevenzione di questa infezione rimane prioritaria ancora oggi. Resta fondamentale l’uso del test HIV, da effettuare ogni qualvolta ci si sia esposti a rapporti sessuali non protetti con persone di cui non si conosce bene lo stato di salute, e dell’uso del preservativo, che in modo semplice e sicuro consente di proteggersi dall’HIV e da numerose altre infezioni sessualmente trasmesse.

“Non bisogna mai abbassare la guardia contro l’Hiv. Anche se i nuovi casi di infezione nell’ultimo anno sono diminuiti in tutto il Paese – ha commentato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri – il fatto che l’incidenza più alta continui a essere registrata tra i giovani adulti, di età compresa tra i 25 e i 29 anni, ci deve preoccupare”.

“Tra le nuove generazioni – ha aggiunto – c’è ancora poca consapevolezza sul virus, su come si trasmetta e su cosa fare per proteggersi. Molti confondono la prevenzione delle gravidanze indesiderate, e quindi l’assunzione della pillola contraccettiva, con la prevenzione dall’Hiv e il resto delle malattie sessualmente trasmissibili, contro cui lo strumento più efficace è senza dubbio il profilattico”.

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