Indagini in corso a Belluno per fare luce sulla morte di una diciottenne deceduta una settimana dopo essere stata sottoposta a un intervento laparoscopico per l’asportazione dell’appendice

Sarebbe dovuta tornare a scuola mercoledì scorso dopo alcuni giorni di convalescenza in seguito a una appendicectomia. Ma la ragazza, diciottenne del bellunese, al mattino è stata ritrovata priva di conoscenza nel suo letto. A nulla sono valse le manovre rianimatorie praticate per 20 minuti dalla madre, su indicazione del 118.

La magistratura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, per ora contro ignoti, per capire cosa sia successo. Le indagini sono state affidate alla Polizia di Stato, che ha acquisito la copia delle cartelle cliniche della paziente all’ospedale San Martino. E’ qui, presso il reparto di Chirurgia, che lo scorso 22 gennaio la giovane si era sottoposta a un’operazione laparoscopica per l’asportazione dell’appendice, svolta in anestesia totale.

Due giorni dopo era stata dimessa con l’indicazione effettuare quotidianamente le iniezioni di eparina, puntualmente praticate dalla mamma. Giovedì mattina avrebbe dovuto recarsi nuovamente in ospedale per una visita post intervento.

La ragazza era una sportiva – giocava a rugby – e in precedenza le visite mediche specialistiche effettuate non avevano evidenziato alcun problema.

Il sostituto procuratore del capoluogo di provincia veneto ha incaricato un medico legale per lo svolgimento dell’autopsia. Dall’esame necroscopico si attendono risposte circa le cause della morte, nonché circa l’eventuale sussistenza di responsabilità mediche. Un’ipotesi, quest’ultima, da cui la famiglia chiede che venga sgomberato il campo. “Non voglio incolpare nessuno – ha affermato il padre – ma solo sapere se c’è qualcosa, voglio mettermi il cuore in pace. Se non c’è niente, almeno saprò che la sua candela era arrivata alla fine”.

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