Nella divisione di immobile l’attribuzione ai condividenti della comproprietà di tutte le parti che servono all’accesso alle varie unità che risultano dalla divisione hanno una funzione comune (Corte Appello Genova, Sentenza n. 843 del 6 giugno 2019)

La vicenda sorge per dirimere gli screzi tra condivisori dell’immobile diviso sulla possibilità, o meno, di utilizzare il porticato del bene immobile oggetto di divisione da parte di tutti i proprietari di accedere ad esso e fruirne.

Uno dei condivisori negava all’altro la possibilità di accedere all’immobile attraverso l’utilizzo del porticato adducendo che costui doveva fruire dell’ingesso indipendente cui era dotata la porzione immobiliare dello stesso.

Il condivisore cui non veniva riconosciuta la comproprietà del portico adisce il Tribunale il quale però non riconosceva la comproprietà del portico in questione e considerava che gli atti di trasferimento della proprietà precedenti non contenevano nessun riferimento all’esistenza di una comunione, mentre l’atto originale di divisione contemplava la mera contitolarità tra i condividenti dell’accesso dal portone principale al palazzo attraverso il porticato, il cortile e il viale al giardino e all’orto retrostanti.

Quindi secondo il Giudice di merito di primo grado nei titoli di proprietà non veniva assegnata la comproprietà dei beni che servivano di accesso alle varie unità immobiliari dello stabile, ma soltanto il diritto di passaggio su quelle parti di casa.

La decisione viene appellata e la Corte territoriale non condivide gli assunti di prime cure.

La Corte d’Appello ritiene infatti che l’atto originale di divisione abbia inteso attribuire ai condividenti la “comproprietà di tutte le parti che servivano di accesso alle varie unità he risultavano dalla divisione del compendio”.

La dicitura “accesso” utilizzata nell’atto di divisione non deve essere interpretata in senso rigido, ma in senso descrittivo per figurare la funzione principale dei beni che dovevano restare comuni proprio perché servivano di accesso a tutte le unità dell’edificio.

Inoltre i Giudici di secondo grado definiscono “apodittico e limitativo” ritenere che quelle parti servano solo per raggiungere l’orto e non le altre unità dell’edificio assegnate in divisione.

Plurime considerazioni di fatto e di diritto concorrono, secondo la Corte territoriale, ad affermare la comproprietà del portico tra i condividenti e la qualità dello stesso  di bene comune del fabbricato.

La redazione giuridica

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