L’obbligo di verifica periodica della funzionalità e taratura, previsto per tutte le apparecchiature di misurazione di eccesso della velocità, vale anche per il sistema Tutor, pena la nullità del verbale di accertamento dell’infrazione

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale di Velletri che, confermando la decisione di prime cure, aveva rigettato la sua opposizione al verbale di contestazione della violazione amministrativa di eccesso di velocità, accertato mediante sistema Tutor e notificatogli dalla prefettura U.T.G. di Roma, per l’irrogazione della sanziona amministrativa pecuniaria e delle sanzioni accessorie di sospensione della patente e decurtazione di punti della stessa.

Col primo motivo di ricorso è stata dedotta la violazione di legge in cui, a detta del ricorrente, sarebbe incorso il Tribunale per non aver ritenuto la sentenza della Corte costituzionale n. 113/15, dichiarativa dell’illegittimità dell’art. 45 sesto comma, c.d.s., pertinente al caso in esame, nel quale la violazione era stata accertata mediante sistema Tutor.

Il motivo è stato accolto.

I giudici della Suprema Corte (Sesta Sezione Civile, ordinanza n. 24757/2019) hanno chiarito che dopo la pronuncia di incostituzionalità dell’art. 45, sesto comma, c.d.s. «nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni ei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura», deve ritenersi che il citato art 45, prescriva la verifica periodica della funzionalità di tutte le apparecchiature di misurazione della velocità e la loro taratura.

Cosicché qualora venga contestata l’affidabilità dell’apparecchio di misurazione, il giudice è tenuto ad accertare se l’apparecchio sia stato o meno sottoposto alle suddette verifiche di funzionalità e taratura (Cass. 533/18; n. 14543/16).

La statuizione del tribunale secondo cui il citato principio non fosse applicabile al caso di specie, era perciò evidentemente errata.

Al riguardo, la Cassazione ha ricordato che detto principio opera anche in relazione ai rilevamenti effettuati a mezzo del sistema di accertamento “SICVe” – Sistema informativo Controllo Velocità, comunemente detto “tutor” (Cass. n. 533/18), il quale rientra tra i dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni di cui agli artt. 142 e 148 c.d.s.

Nella specie, il ricorrente aveva contestato sia in primo che in secondo grado, l’attendibilità dei rilevamenti effettati, facendo insorgere l’obbligo per il giudice di accertare l’adempimento degli obblighi di taratura e verifica da parte dell’amministrazione.

La sentenza è stata perciò cassata, con rinvio al tribunale di Velletri, in persona di altro magistrato, per l’ulteriore corso alla luce del su enunciato principio di diritto.

La redazione giuridica

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