Si chiama Elena Sofia Trimarchi e aspetta da dieci mesi un intervento che potrebbe cambiarle la vita. Di  nuovo. Ma stavolta l’attesa è ancora più snervante e pericolosa perché Elena, transessuale, con il cambio di sesso effettuato dieci anni fa, è in lista per rimediare ad un intervento sbagliato, subìto tre anni fa, per un problema con la profondità della vagina.

Elena dovrà subire un doppio intervento, uno per la ricostruzione dell’organo genitale e un altro per una deviazione dell’intestino che la porta a defecare in un sacchetto esterno. Per questi motivi, Elena non può lavorare e solo dopo aver reso pubblica la sua storia sui social network, è riuscita ad avere una risposta: sarà formata un’equipe medica interregionale che effettuerà i due interventi separatamente, entrambi all’Ospedale Careggi di Firenze. Peccato che questo impegno risale ad ottobre scorso e per questo tipo di operazioni non esistono liste d’attesa. Solo un po’ di organizzazione e la volontà di non fare a scarica barile tra i vari attori coinvolti. Elena, infatti, come prima risposta dall’ospedale Careggi, tre anni fa, ricevette un secco no, motivato dal consiglio di tornare da colui che aveva sbagliato il primo intervento. Ipotesi, chiaramente, esclusa dalla paziente che ha deciso di cominciare una battaglia infinita, che non si è  ancora conclusa.

Ma c’è di più. Quella di Elena non è solo una storia di malasanità, reiterata per giunta, ma anche di discriminazione che l’ha vista rinchiusa, durante uno dei suoi tanti ricoveri post-intervento, in una stanza minuscola, da sola, con un bagno pieno di padelle di altri pazienti, con difficoltà a chiamare gli infermieri anche solo per cambiare il catetere. Questo è quello che denuncia, non solo attraverso la stampa e i social, ma anche formalmente ai carabinieri di Firenze. Una giustizia chiesta non solo per se stessa, ma per i tanti casi di discriminazione sociale che le persone transessuali subiscono tutti i giorni, sotto diverse forme, negli ambiti più disparati di cui Elena ha deciso di farsi da portavoce.

Nelle prossime ore approfondiremo il contenuto di questo articolo grazie all’ausilio dei nostri esperti.

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