La terza sezione civile della Corte di Cassazione ha segnato un punto cruciale a favore dei pazienti vittime di errori medici, ribadendo un principio fondamentale: chi è già malato e subisce un danno ulteriore a causa di cure errate ha diritto a un risarcimento che tenga conto della gravità complessiva della sua condizione, e non solo di una “fetta” isolata di invalidità. È necessario calcolare il cosiddetto danno differenziale, considerando l’aggravamento complessivo della condizione di salute e l’impatto reale sulla qualità della vita. (Corte Suprema di Cassazione – Sezione Terza Civile – Ordinanza n. 347 del 7 gennaio 2026).La Cassazione conferma che, quando un errore medico colpisce un paziente già affetto da una patologia, il risarcimento non può limitarsi alla sola porzione di danno direttamente causata dall’errore.
La vicenda: un calvario tra errori e dimenticanze
Il caso riguarda una signora affetta da un carcinoma retto-vaginale. Durante un esame diagnostico (RX clisma opaco), i sanitari avevano causato una perforazione intestinale tramite l’iniezione di bario e…





