Numerose le norme in diversi Comuni che sanciscono multe salate contro i fuochi negli arenili: i falò vietati in spiaggia sono ormai una realtà in tutta la Penisola
Falò vietati in spiaggia, in tutta la Penisola. E per chi non rispetta la legge, sono previste multe salate.
Da momenti di incontro tipicamente estivi, i falò sono diventati oggetto di ordinanze che ne vietano la creazione per tutelare l’incolumità delle persone.
Senza contare che le spiagge, anche laddove date in concessione, sono comunque un bene demaniale, e quindi da proteggere.
Per questo, sono sempre più diffuse le ordinanze emanate per combattere la prassi dei falò in spiaggia, così come le sanzioni e i controlli.
L’ultimo esempio di divieto di falò arriva da Marsala (Trapani), in Sicilia.
Qui, sia l’amministrazione comunale che la Guardia costiera hanno ribadito un fermo divieto di falò lungo il litorale.
Il divieto è permanente e riguarda solo la stagione balneare, rientrando nella generale disciplina del corretto utilizzo dell’arenile sabbioso.
In questo caso, la norma portante per la Sicilia è un decreto del 2007 dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente.
Tale decreto, all’art. 3 riguardante “prescrizioni sull’uso delle spiagge e delle strutture balneari” vieta l’accensione di qualsiasi fuoco in spiaggia.
Nel caso di Marsala le sanzioni vanno da 1.032 euro fino a 3.098 ed è prevista anche la denuncia penale “nel caso in cui si mette a rischio la sicurezza della navigazione”.
Simile divieto di falò anche ad Ischia, dove sono vietati bivacchi e falò sulle spiagge del comune. A stabilirlo è un’ordinanza firmata dal sindaco, Vincenzo Ferrandino.
Il provvedimento vieta qualsiasi forma di bivacco, campeggio, accensione di fuochi e falò su tutti gli arenili nel territorio comunale dalle ore 20 del 14 agosto alle ore 6 del 15 agosto. Gli eventuali trasgressori saranno soggetti al pagamento di sanzioni amministrative dai 25 ai 500 euro.
Analoga situazione a Cefalù. Anche qui, falò vietati in spiaggia, insieme all’uso di bottiglie di vetro.
La decisione è nata da un’ordinanza del sindaco Rosario Lapunzina, in vigore dal 14 al 31 agosto, con precisi limiti in nome della “tutela della pubblica incolumità e del decoro”.
Stesso divieto a Balestrate, provincia di Palermo. Qui il sindaco Vito Rizzo ha firmato l’ordinanza e istituito una task force che presidierà i sei accessi al mare.
Falò vietati anche a Bagnara Calabra. Qui, l’inosservanza delle restrizioni, comporterà una sanzione amministrativa di 400 euro.
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