Infezione professionale, il verbale della Commissione ex L. 210/92 non prova il nesso causale

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La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell’onere probatorio: l’accertamento amministrativo per l’indennizzo costituisce un mero elemento indiziario liberamente valutabile dal giudice, che può disattenderlo sulla base di una CTU che rilevi la sola “possibilità” e non la “probabilità logica” del contagio sul lavoro (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 4 luglio 2026, n. 22691).

Il caso in esame

La Terza Sezione Civile della Suprema Corte (ordinanza depositata il 4 luglio 2026) si è pronunciata su una complessa controversia in tema di responsabilità civile per danni da contagio professionale.

Gli eredi di un infermiere, deceduto a causa di un epatocarcinoma secondario a epatite C (HCV), avevano citato in giudizio il Ministero della Salute e l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) per ottenere il risarcimento dei danni patiti iure proprio e iure hereditatis. A fondamento della pretesa, gli attori deducevano che il familiare era stato esposto per anni a sangue e materiale biologico in sala operatoria. Come prova cardine del nesso causale, la difesa faceva valere il parere favorevole emesso nel 2009…

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