Respinto il ricorso di uomo, condannato per rapina ed estorsione, che lamentava la valorizzazione, tra le fonti di prova, di un servizio televisivo

Non è sindacabile in sede di legittimità, salvo il controllo sulla congruità e logicità della motivazione, la valutazione del giudice di merito, cui spetta il giudizio sulla rilevanza e attendibilità delle fonti di prova, circa contrasti testimoniali o la scelta tra divergenti versioni e interpretazioni dei fatti. Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione Pretendeva pronunciandosi sul ricorso presentato da un uomo accusato in sede di merito dei reati di rapina ed estorsione.

L’imputato, in base a quanto appurato, pretendeva infatti dai clochard presenti presso uno scalo aeroportuale, che vi avrebbero voluto trascorrere la notte, il versamento di una somma di denaro variabile fra i dieci ed i venti euro.

La Corte d’appello aveva ritenuto i reati comprovati sulla scorta delle complessive emergenze processuali e segnatamente in forza delle riprese realizzate nell’ambito della trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”, nonché delle dichiarazioni delle persone offese.

Nel ricorrere per cassazione, l’imputato deduceva violazione ed erronea applicazione della legge processuale penale (art. 192 c.p.p., comma 3) in punto di affermazione della penale responsabilità. Tra gli altri motivi lamentava, in particolare, che i giudici di merito avessero valorizzato le ulteriori prove, tra cui il servizio televisivo, non considerando che si trattava di prove in parte irrilevanti ed in parte contraddittorie.

Ma la Suprema Corte, con la sentenza n. 1977/2020, non ha ritenuto di aderire alle argomentazioni proposte.

La motivazione della sentenza impugnata, secondo i Giudici Ermellini, appariva congrua, adeguata e del tutto coerente con gli evidenziati elementi fattuali mentre le censure proposte erano da considerare una mera riproposizione delle medesime tesi difensive disattese in entrambi i giudizi di merito.

I giudici di merito avevano spiegato, con iter argomentativo esaustivo, logico, correttamente sviluppato e saldamente ancorato all’esame delle singole emergenze processuali, le ragioni per le quali gli elementi probatori acquisti, tra i quali il servizio televisivo, convergessero univocamente nel senso dell’affermazione della responsabilità dell’imputato in ordine al reato ascritto.

La Cassazione ha poi precisato che il giudizio sulla rilevanza ed attendibilità delle fonti di prova è devoluto insindacabilmente ai giudici di merito e la scelta che essi compiono, per giungere al proprio libero convincimento, con riguardo alla prevalenza accordata a taluni elementi probatori, piuttosto che ad altri, ovvero alla fondatezza od attendibilità degli assunti difensivi, quando non sia fatta con affermazioni apodittiche o illogiche, si sottrae al controllo di legittimità della Corte Suprema. Da li la decisione di dichiarare inammissibile il ricorso.

La redazione giuridica

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