Genitorialità dei legali e nuove tutele: ecco il nuovo protocollo

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L’ordine degli avvocati di Milano ha pubblicato il nuovo protocollo che tutela la genitorialità dei legali.

Buone notizie per le mamme avvocato milanesi: è finalmente realtà il nuovo protocollo sulla genitorialità dei legali.

Per le mamme avvocato di Milano, il legittimo impedimento opera a tutto tondo.

Il consiglio giudiziario meneghino ha infatti pubblicato il nuovo protocollo sulla genitorialità che tutela i legali che decidono di fare figli.

Il documento, estremamente importante, va di fatto a sostituire quello precedente – datato 2011 – con delle importanti novità.

Esso infatti contiene l’impegno a promuovere con ogni mezzo le pari opportunità e la tutela della genitorialità dei legali nell’esercizio della loro professione.

Una decisione che avrà importanti e positive ripercussioni nell’organizzazione delle attività giudiziarie e nella gestione dei relativi servizi amministrativi.

In base al protocollo sulla genitorialità dei legali, è previsto che il giudice civile fissi le udienze, disponga i rinvii, stabilisca il calendario e valuti la possibilità di concedere la proroga dei termini.

Il tutto, naturalmente, tenendo conto dello stato di gravidanza dell’avvocato.

Questo varrà per il periodo che corrisponde al congedo di maternità stabilito dalla legge per i lavoratori dipendenti.

A questo scopo occorre che il legale documenti il suo stato di gravidanza o l’avvenuta adozione o l’affido.

Non dovrà, inoltre, arrecarsi un grave pregiudizio alle parti nelle cause che richiedono la trattazione urgente.

Per quel che concerne il processo penale, il protocollo rinvia all’articolo 420-ter c.p.p..

Di tale articolo il giudice dovrà tenere conto se l’avvocato ha comunicato lo stato di gravidanza o l’avvenuta adozione o l’avvenuto affido. E, inoltre, se lo ha documentato nel più breve tempo possibile.

In questo caso bisognerà considerare i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi al parto senza pregiudicare la trattazione di procedimenti in cui vi siano imputati sottoposti a misure cautelari personali.

La causa di rinvio deve essere invece documentata con un certificato medico che attesti che sussistono patologie o che la gestazione è connotata da gravi complicazioni per l’eventuale periodo precedente di gravidanza.

Il protocollo per la genitorialità dei legali evidenza come la gravidanza rappresenti inoltre una corsia preferenziale anche nella gestione dell’ordine di trattazione dei processi. Stesso discorso per quanto riguarda gli adempimenti di cancelleria.

Su questo, il protocollo fa riferimento anche al periodo successivo alla gravidanza. E in particolare alle ragioni di urgenza legate all’allattamento. Così come ad altri obblighi di cura della prole nei primi mesi di vita o ad altre gravi necessità dei figli.

In merito alla trattazione dei processi, l’allattamento e altre gravi necessità che riguardino i figli sono invece prese in considerazione come motivo di fissazione di un orario specifico o di rinvio dell’udienza.

Questo, però, solo qualora non sia possibile provvedere altrimenti.

In ogni caso, il documento è ora all’esame dei Comitati pari opportunità e dell’Ordine degli avvocati di Milano per eventuali osservazioni, che potrebbero determinare modifiche al testo prima della firma del Protocollo da parte di tutti gli uffici giudiziari, dei Comitati pari opportunità, del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e della Camera penale di Milano.

 

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