Interruzione di pubblico servizio, due anni di reclusione a una guardia medica

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Sorpresa mentre andava a fare la spesa in orario lavorativo. Il camice bianco è stato condannato anche per i reati di peculato e rifiuto di atti di ufficio

Una dottoressa di 62 anni, in servizio come guardia medica nel torinese, è stata condannata  a due anni e un mese di reclusione, senza condizionale,  per i reati di “rifiuto di atti d’ufficio”, “peculato” e “interruzione di servizio pubblico”. Una pena esemplare, di oltre tre volte più severa rispetto ai sette mesi che erano stati richiesti dal Pubblico ministero.
Le indagini sul camice bianco erano partite in seguito alla denuncia presentata nel maggio di due anni fa da un uomo, che aveva chiesto una visita a domicilio per la moglie, una donna di 83 anni affetta da Parkinson che lamentava un forte dolore alla schiena. Il medico, tuttavia aveva inizialmente negato l’intervento, recandosi a casa della signora malata solamente dopo la minaccia di una chiamata ai carabinieri; inoltre, nella stessa occasione, si sarebbe rifiutata di prescriverle gli opportuni medicinali.
Gli inquirenti hanno successivamente appurato che, in almeno due circostanze, tra il 2014 e il 2016, la professionista si sarebbe assentata dal posto di lavoro senza dare le opportune giustificazioni o preavvisi, come ha precisato l’accusa. In un’occasione la donna è stata sorpresa mentre, in orario lavorativo, lasciava l’ambulatorio per circa un’ora e mezza per andare a fare la spesa al supermercato con tanto di automobile di servizio dell’Azienda sanitaria locale.
La stessa Asl si era costituita parte civile nel procedimento e si è vista riconoscere il diritto al risarcimento del danno da parte dell’imputata. Il tribunale ha fissato una provvisionale immediatamente esecutiva di ventimila euro. “Si tratta di un risarcimento molto importante – ha spiegato il legale dell’Azienda- che sottolinea e stigmatizza la gravità della condotta di disservizio e di danno all’immagine che questa dottoressa ha cagionato all’azienda sanitaria”.
 

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