L’uomo, secondo quanto appurato da una consulenza medico legale, sarebbe rimasto invalido dopo un intervento alla prostata nella misura del 55 per cento

L’ASUR Marche dovrà versare 700mila euro a un paziente rimasto invalido dopo un intervento alla prostata svolto nel 2006. Come ricostruisce il Resto del Carlino, l’uomo, all’epoca 45enne, aveva scoperto di avere una ipertrofia prostatica benigna. Dopo una serie di visite e accertamenti era stato operato presso il reparto di urologia dell’ospedale di Macerata. Tuttavia, dopo la transezione transuretrale erano iniziate una serie di sofferenze, dalle ustioni al pene e alla necessità di una serie di punti.

Nei mesi successivi l’uomo aveva accusato forti dolori, oltre a difficoltà nell’urinare e disfunzioni erettili. Problemi che lo avevano costretto a operarsi altre cinque volte, tre in Italia e due in Germania, senza che tuttavia si riuscisse a porre del tutto rimedio ai danni provocati dal primo intervento.

Nel frattempo era stata avviata una trattativa con l’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche, quantomeno per ottenere un risarcimento del danno subito. Ma la cifra offerta dall’Ente, circa 150mila euro, non era stata considerata congrua dal paziente che quindi aveva deciso di citare in giudizio l’Asur.

L’uomo, nel corso del giudizio, ha contestato alla convenuta, tra l’altro, le scarse informazioni fornite prima dell’intervento, in particolare in relazione ai possibili rischi. L’accusa, inoltre, ha ipotizzato l’esistenza di un trattamento farmacologico alternativo, che avrebbe consentito di ridurre l’ipertrofia alla prostata senza ricorrere alla sala operatoria.

La perizia medico legale disposta dal Tribunale ha confermato la sussistenza di responsabilità mediche per i danni subiti dall’uomo in seguito all’intervento svolto a Macerata. Il consulente, inoltre, ha attribuito alla parte lesa un’invalidità pari al 55 per cento.

Da qui la sentenza di condanna nei confronti dell’Asur, che dovrà sborsare 500mila euro. Una somma che si aggiunge ai 150mila euro già versati dall’Assicurazione. Anche la moglie e la figlia, costituitesi nel procedimento, hanno ottenuto un risarcimento pari a circa 30mila euro ciascuna per le ripercussioni del fatto sulla vita familiare. Quanto accaduto, infatti,  come riferisce il Carlino, avrebbe messo in crisi la vita di relazione. Inoltre, la necessità di affrontare una serie di visite e operazioni, con lunghe trasferte e continui ricoveri, avrebbe costretto l’uomo a lasciare l’attività lavorativa.

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