L’irrogazione della sanzione secondaria della decurtazione dei punti è subordinata dall’articolo 126 bis secondo comma del C.d.S. all’intervenuta definizione della contestazione cui la stessa accede

L’adozione del provvedimento di decurtazione dei punti della patente (sanzione accessoria di carattere personale) – ha affermato il Tribunale di Potenza – è espressamente subordinata alla comunicazione, da parte dell’accertatore, all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, comunicazione che non può essere eseguita prima che l’accertamento sia divenuto definitivo

Nel caso esaminato, un automobilista aveva agito in giudizio davanti al Giudice di pace di Potenza al fine di ottenere l’annullamento dell’ordinanza – ingiunzione con la quale era stato rigettato il ricorso da lui proposto avverso il verbale di contestazione ,elevato a suo carico dalla Polizia stradale di Potenza, per la violazione di cui all’articolo 126 bis del Codice della Strada, per non avere cioè comunicato le generalità del conducente del veicolo al momento dell’infrazione contestata con il verbale di accertamento. Il ricorrente sosteneva, tuttavia, di non aver mai ricevuto la notifica di suddetto verbale; e pertanto, il provvedimento impugnato doveva ritenersi illegittimo.

All’esito del giudizio di primo grado, l’adito giudice di pace del capoluogo lucano riconosceva la fondatezza dell’opposizione proposta e annullava l’ordinanza – ingiunzione, compensando interamente fra le parti le spese processuali.

Il Tribunale di Potenza, adito su ricorso della Prefettura ha confermato la sentenza di primo grado (sentenza n. 140/2020)

Come è noto l’articolo 126 bis secondo comma del Codice della strada – nella formulazione attualmente vigente modificata dall’intervento della Corte costituzionale – impone al proprietario del veicolo l’obbligo di comunicare all’organo di polizia che procede, entro trenta giorni dalla richiesta, i dati personali del conducente al momento dell’infrazione, ma non prevede più la irrogazione a suo carico della sanzione personale della decurtazione dei punti dalla patente di guida nel caso in cui lo stesso ometta di ottemperare a tale obbligo.

L’articolo 180 ottavo comma del Codice della strada, come modificato dall’articolo 95 del Decreto legislativo n. 360 del 1993, stabilisce invece, che “chiunque senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente Codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire duemilioni”.

L’articolo 126 bis del Codice della strada

Quanto al primo aspetto, l’articolo 126 bis del Codice della strada stabilisce che l’organo da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione che comporta la decurtazione dei punti della patente, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre, dunque, dalla conoscenza da parte dell’organo di polizia dell’avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell’esito dei ricorsi medesimi.

La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1.000.

La decurtazione dei punti della patente

Quindi, l’irrogazione della sanzione secondaria della decurtazione dei punti della patente – ha chiarito il giudice dell’appello – è subordinata dall’articolo 126 bis secondo comma del Codice della strada all’intervenuta definizione della contestazione cui la stessa accede: infatti, l’adozione del provvedimento di decurtazione dei punti (sanzione accessoria di carattere personale) è espressamente subordinata alla comunicazione, da parte dell’accertatore, all’anagrafe, comunicazione che non può essere eseguita prima che l’accertamento sia divenuto definitivo, nel senso precisato dalla norma (la contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi).

Ciò significa che le vicende relative al verbale di accertamento della trasgressione alle norme sulla circolazione stradale non possono non riflettersi sul verbale di irrogazione della sanzione pecuniaria per inottemperanza all’obbligo di comunicazione dei dati del conducente del veicolo e che, quindi, la legittimità del verbale di contestazione con il quale viene irrogata la sanzione pecuniaria per inottemperanza all’obbligo di cui all’articolo 126 bis del Codice della strada presuppone che, in caso di omessa contestazione immediata dell’infrazione principale, il trasgressore abbia ricevuto rituale notifica del relativo verbale di accertamento.

La validità della notifica del verbale di accertamento

Tanto premesso, non restava che verificare se la notifica del verbale di accertamento elevato a carico del ricorrente in relazione all’infrazione principale, potesse essere considerata valida e, quindi, idonea a far sorgere in capo al proprietario del veicolo l’obbligo di comunicare le generalità del conducente al momento dell’infrazione (la cui inottemperanza, come premesso, è sanzionata dall’articolo 180 ottavo comma del Decreto legislativo n. 285 del 1992).

Ebbene, il quadro normativo di riferimento deve essere individuato nell’articolo 201 del Decreto legislativo n. 285 del 1992 (notificazione delle violazioni), il quale prevede che qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore o, quando questi non sia identificato o si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’articolo 196; e al terzo comma stabilisce che le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto risultante dalla carta di circolazione o dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal PRA o dalla patente di guida del conducente.

La decisione

Ebbene, nel caso in esame, la Prefettura di Potenza non aveva fornito la prova che la notifica del verbale di accertamento dell’infrazione principale fosse stata eseguita presso la residenza risultante dalla carta di circolazione, dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal PRA o dalla patente di guida del conducente; perciò correttamente il Giudice di pace aveva ritenuto viziata l’ordinanza – ingiunzione impugnata, nella parte in cui aveva ritenuto ritualmente eseguita la notifica del verbale presupposto in un luogo diverso dalla residenza del proprietario del veicolo risultante dal relativo certificato e per tali motivi, anche l’appello è stato rigettato.

La redazione giuridica

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