Lancio dello skateboard provoca lesioni fisiche ad un ragazzo e la Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento dei danni e respinge il ricorso (Cass. civ., sez. III,  29 aprile 2022, n. 13516).

Lancio dello skateboard da parte di un ragazzo in danno di un coetaneo provoca lesioni al viso e ai denti e i genitori del ragazzo danneggiato instaurano causa civile risarcitoria.

In particolare, viene chiesta la condanna al risarcimento dei danni da lesioni e conseguenze odontoiatriche che il ragazzo avrebbe provocato al coetaneo attraverso il lancio dello skateboard sulla bocca, e il tutto veniva quantificato in Euro 45.743,98.

Il Tribunale condannava il convenuto a risarcire il danno nella misura di Euro 40.000,00 oltre interessi dalla pubblicazione della sentenza fino al saldo.

I soccombenti si rivolgono alla Corte d’Appello di Ancona, che dichiara inammissibile e infondato l’appello. Avverso tale decisione i due convenuti propongono ricorso per Cassazione sulla base di tre motivi di doglianza.

Per quanto qui di interesse, i ricorrenti osservano che la Corte territoriale, condividendo la valutazione del primo Giudice, ha dichiarato che “ non vi è incongruenza legata al fatto che il minore non risulta avere subito lesioni alle labbra, tenuto conto che, come riferito dai testi, il danneggiato si sarebbe difeso dal lancio dello skateboard parandosi la bocca con le mani”.

Ed ancora, sempre secondo i ricorrenti, non si comprenderebbe come tale circostanza riportata dal teste “sia da sola in grado di non demolire l’esito della CTU, la quale, sulla base di solidi criteri tecnico-scientifici, avrebbe ritenuto non probabile che il lancio dello skateboard sia stato la fonte delle lesioni.”

La censura è inammissibile.  Secondo i ricorrenti, la Corte d’Appello non avrebbe indicato i criteri adottati per assegnare la responsabilità, omettendo di motivare l’iter logico-giuridico seguito per disattendere la conclusione della CTU che negava il nesso causale tra il lancio dello skateboard e le lesioni provocate al ragazzo.

Invece, secondo la Suprema Corte, la decisione impugnata ha compiutamente analizzato la versione dei fatti e la dinamica dell’evento, fornendo motivazione adeguata e contrastando -correttamente- le osservazioni della CTU.

L’accertamento fattuale compiuto della Corte d’Appello per ricostruire l’evento, ha valutato non solo le prove testimoniali, ma anche quanto attestato  dal Medico del Pronto Soccorso che aveva accertato le lesioni subite dal ragazzo.

E’ corretto che la Corte d’Appello abbia disatteso le conclusioni della CTU laddove viene affermato che “risulta poco probabile, se non impossibile, che dette lesioni siano state provocate da uno skateboard di dimensioni-massa standard e con superfici maggiori piatte,  la cui azione, soprattutto se lanciato o scagliato con le due mani da una distanza ravvicinata, avrebbe prodotto, del tutto ragionevolmente, lesioni dentarie di maggiore estensione e soprattutto lesioni almeno alle labbra…….. le lesioni piuttosto sono compatibili con una caduta accidentale”.

L’Appello ha condiviso la valutazione del primo Giudice, argomentando che non vi è incongruenza legata al fatto che il minore non risulta avere subito lesioni alle labbra, tenuto conto che, come riferito dal teste, si difese dal lancio dello skateboard parandosi la bocca con le mani. Ciò evidentemente ha impedito lacerazioni delle labbra senza peraltro impedire la, parziale, avulsione degli incisivi per effetto dell’urto.

Ad ogni modo, anche a prescindere dalle altre dichiarazioni testimoniali, sono determinanti le dichiarazioni del teste oculare il quale ha confermato le modalità dell’incidente descritte dalla persona offesa, ovverosia che il ragazzo veniva colpito dallo skateboard scaraventato dal coetaneo e fu visto sanguinante dalla bocca.

In conclusione, il ricorso viene dichiarato inammissibile.

La redazione giuridica

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