Le ipotesi di reato vanno dalla turbata libertà degli incanti all’abuso di ufficio

Sono 49 le richieste di rinvio a giudizio avanzate dai Pubblici ministeri titolari del fascicolo ‘Last Business’, l’inchiesta che ha travolto il sistema sanitario modenese facendo emergere una complessa rete di appalti, presumibilmente pilotati, assegnati tra il 2008 e il 2012; un meccanismo da milioni di euro, incardinato, secondo la Procura, su un giro di tangenti.  Tra gli indagati figura anche l’ex direttore generale del Policlinico modenese, oltre a esponenti di note cooperative emiliane e rappresentanti di società di ambito medico. Le ipotesi di reato a loro carico sono turbata libertà degli incanti, corruzione e abuso d’ufficio.
L’inchiesta era partita nel 2014 da alcune intercettazioni telefoniche relative al Reparto di Cardiologia del Policlinico e si è poi estesa fino a scoperchiare un sistema di tangenti ‘complesso e macchinosamente strutturato’. Secondo gli inquirenti, gli assegnatari dei lavori edili e delle forniture venivano individuati in maniera diretta, ‘senza rispetto dei principi della libera concorrenza e della scelta del contraente in violazione delle norme del Codice degli Appalti’. I pagamenti, sempre secondo la Procura, venivano effettuati su conti correnti di enti non profit e mascherati come sponsorizzazioni per l’organizzazione di convegni o attività di divulgazione scientifica e di ricerca. Poi, attraverso false fatturazioni, i soldi giungevano ai reali destinatari.
Il procedimento, in cui si sono costituiti parte civile anche la Regione e lo stesso Policlinico, è ancora nelle fasi preliminari. I legali difensori non si aspettavano una richiesta di rinvio a giudizio così veloce e si sono sentiti incalzare subito dal gup per poter fissare i propri interventi alle prossime udienze, programmate per le prossime settimane. Intanto il giudice per l’udienza preliminare ha respinto la richiesta degli avvocati degli indagati di distribuire il processo in diversi territori stabilendo ufficialmente l’appropriatezza della sede modenese per l’intero procedimento.

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