Dall’inserimento del Canone Rai nella bolletta della luce cambiano i tempi di conservazione delle fatture. Si impone ora di custodirle per 10 anni.

Previsti dall’articolo 2948 del codice civile i cinque anni per la bolletta della luce non sono più validi. Rimangono però applicati alle altre utenze come acqua, gas e telefono. La modifica dei tempi di conservazione vale solo per la luce dopo l’accorpamento con dell’addebito con il Canone RAI che viene distribuito in dieci mensilità.

La motivazione riguarda le eventuali contestazioni. La tassa sull’apparecchio televisivo infatti appartiene a quei tributi per i quali vale la prescrizione decennale. Per resistere a eventuali contestazioni il cittadino dovrà conservare la ricevuta del pagamento della bolletta elettrica per dieci anni. In questo modo, di fronte alla dimostrazione del versamento di denaro, il fisco sarà impedito ad avanzare ulteriori richieste di pagamento. Solo dopo dieci anni infatti l’utente può rifiutarsi di pagare nuovamente il canone anche senza esibire la ricevuta.

La prescrizione dell’elettricità, come anche le altre utenze, continua a seguire il termine quinquennale. Se dunque si ha dichiarato di non possedere il televisore – oppure un altro membro della famiglia paga già questo tributo – le bollette elettriche potranno rimanere nel cassetto solo cinque anni. Molti scannerizzano le ricevute oppure le fotocopiano per paura che l’originale svanisca ma è sempre buona cosa conservare anche quello per evitare qualsiasi tipo di contestazione da parte del fisco.
Una cosa importante da sapere circa la prescrizione è il fatto che stando a quello che stabilisce la legge può essere interrotta. Vale a dire che a causa di solleciti di pagamento ad esempio il termine ricomincia a decorrere nuovamente dall’inizio.

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui