I camici bianchi chiedono che venga istituito un Tavolo tecnico di confronto sul provvedimento, previsto dalla Legge Gelli, che regolamenta le polizze assicurative. Dubbi su privacy e collegamento tra coperture e obblighi Ecm

Un tavolo di confronto sul decreto attuativo che regolamenta le polizze assicurative previsto dalla Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure. E’ quanto chiede la FNOMCeO vista dell’emanzaione del provvedimento, con un ritardo di due anni sulla tabella di marcia, da parte del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con i titolari dei dicasteri della Salute e dell’Economia.

La bozza che circola in queste ore non incassa la piena approvazione dei medici. Il Comitato Centrale della FNOMCeO licenzierà, domani a Bari, un parere tecnico. Ma, per i camici bianchi, questo non è sufficiente a rispondere esaustivamente a questioni tanto delicate e cruciali per la salute.

“Il tema della stipula delle assicurazioni – spiega il presidente della Federazione Filippo Anelli – è una delle parti più innovative della Legge 24. L’emanazione dei relativi decreti attuativi rappresenta un punto di snodo per la sostenibilità del sistema. E ciò è tanto più vero per questo Regolamento, in fase di stesura, che determinerà i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni sanitarie, prevedendo l’individuazione delle classi di rischio a cui far corrispondere massimali differenziati. Non si può pensare di non coinvolgere i medici su una materia che tanto da vicino contaminerà il loro vissuto professionale”.

Da qui la richiesta ai Ministri Speranza, Patuanelli e Gualtieri di istituire un Tavolo tecnico di confronto, insieme ai professionisti della Salute, in modo da lavorare in maniera sinergica al testo, ognuno apportando le proprie specifiche competenze. Un appello rilanciato anche da FIMMG, ANAOO Assomed e Patto per la Professione Medica. “Riteniamo fondamentale – sottolineano in una nota congiunta le tre organizzazioni  – che i medici siano coinvolti in una materia, come quella dell’obbligo assicurativo, che interesserà così da vicino la loro professione”.

Rispetto all’attuale bozza di decreto, i medici osservano, in particolare, l’opportunità di esplicitare il riferimento, per quanto riguarda l’esercizio della libera professione, anche all’attività convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, pongono dubbi sulla fattibilità e sulla congruità giuridica del collegamento tra coperture assicurative (per i dipendenti) e aumento del premio (per i liberi professionisti) da una parte e assolvimento dell’obbligo Ecm, dall’altra, oltre che di una conflittualità con la normativa sulla privacy. E ancora, nutrono perplessità su come le strutture possano dotarsi, per la determinazione del fondo rischi e del fondo riserva sinistri, di risorse umane e strumentali idonee a costo zero per le casse dello Stato. Infine, vorrebbero fossero accantonate risorse finanziarie vincolate per l’eventuale ricostituzione del fondo rischi, ove consumato.

 “Ci auguriamo di poter presto sedere al Tavolo – conclude Anelli – insieme ai nuovi Sottosegretari dei Ministeri, in procinto di essere nominati. A questo proposito, per quanto riguarda la Salute, non mancano certo i candidati d’eccellenza, in possesso delle migliori competenze sulla materia, maturate in precedenti esperienze politiche”.

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