Il giovane, colpito da meningite meningococcica, sarebbe in discrete condizioni. Scattata la profilassi anche per i partecipanti di un convegno svoltosi alla Camera a cui il ragazzo aveva partecipato

Dovranno fare la profilassi antimeningite i partecipanti a un convegno sulla Shoah svoltosi a Montecitorio lo scorso 25 gennaio. L’Amministrazione della Camera dei Deputati è stata informata che all’evento ha partecipato un ragazzo che successivamente è stato ricoverato per meningite meningococcica. Il giovane di 16 anni, secondo quanto riporta l’Adnkronos, si trova al Policlinico Gemelli, sottoposto alle terapie del caso, ma sarebbe in discrete condizioni.

La Asl Roma 1 ha fatto sapere di aver fatto scattare la profilassi presso la scuola e la palestra frequentate dal ragazzo. Per quanto riguarda il convegno svoltosi alla Camera, l’Azienda sanitaria ritiene che il rischio per i presenti di aver contratto l’infezione sia basso. Ciò in considerazione “dei tempi e delle modalità di svolgimento dell’evento”.

Tuttavia è stato comunque ritenuto opportuno, in via precauzionale, informare tutti i partecipanti, invitandoli ad attenersi alle misure di profilassi indicate dal ministero della Salute.

Queste prevedono l’assunzione di alcuni farmaci e l’attenzione all’eventuale comparsa di febbre e/o mal di testa persistente nei 10 giorni successivi alla partecipazione al convegno. La comunicazione esclude invece la possibilità che i partecipanti possano, a loro volta, aver trasmesso l’eventuale infezione alle persone con cui sono entrati in contatto.

All’evento, intitolato “Trasmettere ed insegnare la Shoah è impossibile?”, avevano preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

“Ho letto del caso meningite, sono preoccupata perché è una malattia molto insidiosa – ha affermato il ministro della Salute, Giulia Grillo -. Il giovane so che è in buone condizioni anche se non ho conoscenza del ceppo. Invito comunque i giovani adolescenti e i minori a vaccinarsi, anche se non è obbligatorio, perché ripeto può dare esito mortale. Ci sono stati già due casi, a Roma e in Sardegna. È una patologia contagiosa e quindi bisogna stare anche attenti alla gestione del malato”.

 

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