Il ragazzo, 29 anni, si era recato in Pronto soccorso con febbre alta, ma dopo una serie di accertamenti era stato dimesso e indirizzato alla valutazione del medico curante. Gli esami hanno poi confermato che era stato colpito da meningite

Meningite da meningococco. E’ la causa accertata del decesso di un giovane di 29 anni, morto lunedì scorso all’ospedale di Ferrara. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo.

Il ragazzo, infatti, la sera prima della tragedia si era recato in Pronto soccorso con febbre alta. Quindi – in base a quanto riportato dal Resto del Carlino – era stato visitato e sottoposto ad alcuni esami. A circa tre ore di distanza dall’accesso era stato dimesso e “indirizzato alla valutazione del medico curante”.

Nelle ore successive, tuttavia, le sue condizioni non erano migliorate, tanto che l’indomani era tornato nuovamente in ospedale, questa volta a bordo di un’ambulanza, e, data la gravità del suo quadro clinico, era stato subito ricoverato in Rianimazione. Nel giro di poche ore era morto.

I familiari hanno deciso di formalizzare una denuncia ai carabinieri, per fare chiarezza su quanto accaduto e affinché la Procura possa valutare se vi siano state eventuali negligenze da parte del personale sanitario.

Il dubbio, nello specifico, è che il loro congiunto possa essere stato dimesso troppo in fretta, senza una diagnosi esatta. Sembra, tuttavia, che nel corso degli accertamenti svolti in Pronto soccorso, i medici possano essere stati tratti in inganno dal fatto che il ragazzo, in base a quanto emerso dalla sua storia clinica, soffrisse da alcuni anni di una rara patologia ematica.

Nelle ore successive al decesso – riferisce ancora il Resto del Carlino – il laboratorio microbiologico dell’ospedale ha evidenziato la “crescita nella emocoltura di ‘cocchi gram negativi’, con sospetto di malattia invasiva da meningococco”. L’informazione sarebbe stata inviata prima alla struttura di igiene ospedaliera dell’ospedale e poi all’ufficio epidemiologico del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl. Martedì sarebbe arrivata la conferma della grave patologia.

Nel frattempo erano già scattate le contromisure. Tutte le persone entrate in contatto con la giovane vittima, in totale un centinaio di persone  tra familiari, medici, infermieri e altri pazienti in attesa al pronto soccorso, sono state sottoposte a profilassi.

Leggi anche:

NUOVO CASO DI MENINGITE IN BASILICATA: DECEDUTA UNA GIOVANE STUDENTESSA

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui