Quattro medici sono stati iscritti nel registro degli indagati per il decesso di un donna di 63 anni morta il giorno dopo un incidente stradale

E’ morta il giorno dopo un incidente stradale, a seguito del quale era stata portata in ambulanza in un Pronto soccorso della provincia di Lecce. La donna, 63 anni, avrebbe tamponato un’altra auto dopo aver accusato un lieve malore. Come riporta Repubblica, sarebbe giunta in ospedale la mattina del 6 ottobre, con varie ferite e lividi. In base alla ricostruzione dei familiari, i medici le avrebbero applicato un tutore a un ginocchio oltre a ingessarle la mano sinistra per una frattura.

La paziente sarebbe quindi stata sottoposta a una visita cardiologica e a un elettrocardiogramma, quindi sarebbe stata dimessa con una prognosi di 30 giorni. La giornata sarebbe proseguita senza particolari fastidi; poi, la mattina successiva, il decesso improvviso, per cause che ora sono al vaglio degli inquirenti.

La figlia, infatti, sospettando possibili responsabilità sanitarie per l’accaduto si è rivolta alla magistratura, cha aperto un’inchiesta.

Il Pubblico ministero titolare del fascicolo ha iscritto nel registro degli indagati  i nomi di quattro medici del nosocomio in cui è stata assistita la paziente, con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Si tratta di un atto dovuto per consentire loro la nomina di propri consulenti in vista degli accertamenti peritali.

La Procura ha conferito l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia. Dall’esame necroscopico si attendono risposte sulle cause della morte nonché sulla sussistenza di eventuali condotte negligenti da parte del personale sanitario. Il dubbio dei parenti – come riferisce Repubblica – è che la loro congiunta sia stata dimessa troppo velocemente; il tutto alla luce di un quadro clinico da ritenersi precario e del malore accusato poco prima di tamponare un’altra auto. Da valutare, in particolare, se disponendo un ricovero per svolgere accertamenti più approfonditi, la tragedia si poteva evitare.

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