Un 33enne è morto a distanza di due mesi da un intervento di routine. La Procura ha sequestrato la cartella clinica e si attende ora l’autopsia
Un presunto caso di malasanità è avvenuto all’ospedale di Vaio di Fidenza, dove un uomo è morto a distanza di due mesi da un intervento di routine.
Il 33enne, Alessandro Petrillo di 33 anni, si era recato all’Ospedale per una semplice operazione.
Ma per l’uomo, morto a distanza di due mesi da un intervento, tutto si è trasformato in un calvario di sessanta giorni.
Un periodo contrassegnato da indicibili sofferenze e segnato da altri cinque interventi chirurgici, resi necessari per limitare i danni della prima operazione.
Dopo il decesso, è scattata la denuncia dei familiari della vittima.
I carabinieri, su disposizione della Procura di Parma, hanno sequestrato la cartella clinica, mentre il pubblico ministero ha disposto il sequestro giudiziario della salma.
Adesso verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Petrillo per capire come un semplice intervento che avrebbe dovuto risolversi in due giorni si è trasformato in un incubo.
“Eravamo tutti tranquilli – afferma lo zio del giovane – perché l’intervento veniva effettuato in una struttura sanitaria del nord, dove per prassi gli errori medici, dicono, si contano sulle dita di una mano. Ma questa volta non è stato così, perché da quello che ho appreso, nel corso dell’operazione del sei settembre, una manovra sbagliata ha finito per danneggiare in modo serio i condotti biliari”.
Sembra infatti che la lesione abbia poi innescato delle complicazioni.
“Emergenze – prosegue lo zio – che nemmeno gli altri quattro, cinque interventi chirurgici che ha dovuto subito mio nipote, sono serviti a salvargli la vita”.
La Procura sta indagando per capire in cosa sia consistito questo presunto errore durante l’intervento chirurgico.
Nel frattempo, la direzione generale della Ausl di Parma ha reso noto che “sono state informate tutte le Autorità competenti, per le quali la Direzione aziendale resta a disposizione”
Il giovane si era recato all’Ospedale di Vaio il 5 settembre scorso, con sintomi da patologia cronica gastroduodenale di natura benigna.
Date le sue condizioni, è stata programmata un’indagine strumentale per il giorno seguente e disposta la dimissione dal Pronto soccorso.
A quel punto, si è stabilito di effettuare un intervento chirurgico il 15 settembre.
Nei giorni seguenti, però, sono comparse inattese complicanze. Queste hanno portato l’uomo a dover subire altri 5 interventi, passando da Chirurgia a Rianimazione.
Inoltre, nell’ultimo periodo della degenza e su proposta della famiglia, l’U.O. di Chirurgia dell’Ospedale di Vaio si è avvalsa della consulenza di un professionista esterno.
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