La Procura ha aperto un fascicolo e disposto un’autopsia per fare luce sulla vicenda di un 82enne morto all’ospedale Belcolle di Viterbo

Un falegname pensionato è morto all’ospedale Belcolle di Viterbo: aperto fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo. Come riporta Tusciaweb, a far scattare le indagini è stato un esposto dei familiari. Il pubblico ministero Eliana Dolce ha disposto l’autopsia per stabilire le cause del decesso, avvenuto venerdì 13 agosto, del pensionato, che aveva 82 anni, ed eventuali responsabilità da parte dei medici che l’hanno avuto in cura. L’esame autoptico è stato effettuato il 17 agosto. Espletata la procedura, l’autorità giudiziaria ha dato il nulla osta per i funerali, celebrati il 18 agosto. Secondo i legali della famiglia, l’uomo godeva di buona salute. A partire dal 31 luglio aveva cominciato a manifestare perdite ematiche dal retto, di cui non aveva mai sofferto prima. Il 2 agosto i suoi congiunti avrebbero contattato il medico di famiglia che ha prescritto una terapia farmacologica, ma persistendo il problema il 3 agosto è stato chiamato il 118 e l’anziano è stato trasportato all’ospedale di Belcolle. Nel presidio è rimasto per una giornata al pronto soccorso e poi trasferito, il 4 agosto, nel reparto di gastroenterologia, in condizioni molto serie. In particolare, sarebbero stati rilevati bassissimi valori di piastrine. Dopo una serie di esami e approfondimenti specifici, tra cui la colonscopia effettuata il 10 agosto, a seguito della quale gli erano stati rimossi alcuni polipi – chiarisce una nota degli avvocati legali – la situazione sembrava un po’ migliorata, la perdita di sangue si era arrestata e il 12 agosto l’artigiano è stato dimesso con la prescrizione di una terapia e l’assistenza del medico curante, nonostante fosse molto debole e non in grado di alimentarsi autonomamente e determinati valori restassero ancora molto bassi. Il 13 agosto, poi, il decesso. Sempre secondo i legali della famiglia, la perdita ematica dal retto è ripresa e quindi, a meno di 24 ore dal ritorno a casa, l’82enne è stato nuovamente condotto al pronto soccorso del Belcolle. Da questo momento, stando ai familiari, che per le norme anti-Covid non potevano accompagnare fisicamente il loro caro, sarebbe iniziato un “buco nero”. Infatti, nonostante tutti i tentativi di ottenere informazioni, solo alle 20 di sera avrebbero ricevuto le prime notizie, e per di più dalla guardia giurata di turno. Il vigilante avrebbe detto loro che l’anziano era ancora “in visita”. Alle 21 li avrebbe contattati un medico ma solo per riferire, rapidamente, che il paziente era stato sottoposto a una nuova colonscopia e che si era sentito male. Pochi minuti dopo li avrebbe richiamati una dottoressa, spiegando loro che l’anziano si era “un po’ aggravato” e che sarebbe stato sottoposto a una tac. Ma alle 22 sarebbe giunta la chiamata del personale medico in servizio, per comunicare ai il decesso ai congiunti. Il 14 agosto la famiglia ha presentato formale denuncia presso la stazione dei carabinieri di Viterbo, chiedendo all’autorità giudiziaria di fare piena luce sui fatti e su eventuali responsabilità mediche.

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