Si indaga nel capoluogo di provincia pugliese sul decesso di un ragazzo di 19 anni, morto dopo aver accusato forti emicranie; disposta l’autopsia

La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sul decesso di un 19enne morto dopo aver accusato forti emicranie il 2 gennaio all’ospedale Perrino.

Come ricostruisce BrindisiOggi, al ragazzo, a causa di un’emorragia cerebrale subita da piccolo, era stata applicata una derivazione ventricolo-peritoneale: era sotto controllo e seguiva una terapia farmacologica, ma conduceva una vita del tutto normale praticando anche sport a livello agonistico, in particolare il sollevamento pesi.

Il 27 dicembre 2020, però, il giovane sarebbe stato assalito da un violento mal di testa e i genitori, temendo si trattasse di un evento collegato alla derivazione, l’avrebbero portato in pronto soccorso, dove sarebbe stato sottoposto a una tac, che però non avrebbe evidenziato danni o patologie in corso. Dopo poche ore, quindi, sarebbe stato dimesso, con la prescrizione di aumentare il dosaggio del medicinale che già assumeva.

Nel pomeriggio del 31 dicembre, tuttavia, in considerazione del persistere delle emicranie che gli procuravano anche autentici tremori, il 19enne sarebbe stato condotto nuovamente in ospedale; i sanitari, non ravvisando uno stato di urgenza, lo avrebbero nuovamente mandato a casa.

La sera stessa, all’intensificarsi dei dolori, il ragazzo sarebbe nuovamente tornato al Perrino, dove, dopo aver atteso alcune ore, sarebbe stato ricoverato per essere sottoposto a nuovi accertamenti. In questa occasione, un nuova tac avrebbe evidenziato problemi seri, tali da rendere necessario un intervento all’addome per verificare lo stato della derivazione.

Uscito dalla sala operatoria il giovane avrebbe nuovamente iniziato ad accusare forti dolori al capo e tremori, svenendo e cadendo in coma. I medici avrebbero quindi deciso di sottoporlo a un intervento cranico per verificare la funzionalità del catetere per il reflusso encefalo addominale. Dopo l’operazione, tuttavia, il paziente sarebbe stato dichiarato cerebralmente morto.

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, dopo la denuncia presentata dai genitori ai carabinieri, ha disposto lo svolgimento dell’autopsia, conferendo l’incarico a un Collegio peritale composta da un medico legale e da un neurochirurgo. L’obiettivo è chiarire cosa sia successo e se possano configurarsi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

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