L’uomo, 60 anni, sarebbe morto dopo l’ossigenoterapia praticata a domicilio in seguito alle dimissioni da una clinica del capoluogo pugliese; tre persone indagate per omicidio colposo a causa di un presunto malfunzionamento del macchinario impiegato

La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’inchiesta sulla scomparsa di un 60enne residente in provincia morto dopo l’ossigenoterapia per un presunto malfunzionamento del dispositivo utilizzato. Al fine di fare piena luce sulle cause del decesso, il Pubblico ministero titolare del fascicolo ha disposto lo svolgimento dell’autopsia; in vista dell’esame necroscopico sono stati iscritti nel registro degli indagati, come atto dovuto, il titolare della ditta produttrice del macchinario, il distributore e il vettore. L’ipotesi di reato a loro carico è di omicidio colposo.

In base a quanto ricostruisce Bari Today, l’uomo era stato dimesso da circa una settimana da una clinica del capoluogo pugliese, con la prescrizione di ossigenoterapia domiciliare per problemi respiratori.

L’apparecchio utilizzato, tuttavia, dopo alcuni giorni avrebbe iniziato a segnalare una anomalia, nello specifico una spia rossa che si accendeva a intermittenza, ma la famiglia avrebbe ricevuto rassicurazioni dalla persona che aveva materialmente effettuato la consegna.

Il 60enne, tuttavia, sarebbe stato colto da un malore. Nonostante l’intervento degli operatori del 118 per lui non ci sarebbe stato nulla da fare; all’arrivo dei soccorsi era già morto.

La denuncia dei familiari ha quindi dato il via alle indagini, che dovranno fare piena luce sull’accaduto valutando se la tragedia sia effettivamente riconducibile al presunto malfunzionamento del dispositivo, sul quale è previsto lo svolgimento di verifiche tecniche.

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