I tre operatori sanitari sono accusati di omicidio colposo in concorso per il decesso di una neonata morta per una asfissia perinatale nel giugno del 2020 in provincia di Bari; la parola spetta ora la Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale del capoluogo pugliese

Un medico e due ostetriche in servizio in una struttura ospedaliera della provincia di Bari rischiano di finire a processo per il decesso di una neonata, morta per una asfissia perinatale con sindrome da aspirazione di liquido amniotico.

Il fatto risale al 30 giugno del 2020. I tre operatori sanitari – come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno – sono accusati di concorso in omicidio colposo per aver contribuito con le loro presunte condotte negligenti a causare il decesso della piccola.

In base a quanto ricostruito, in particolare, avrebbero indotto al travaglio la gestante, una donna di 33 anni, a distanza di 24 ore dalla rottura delle acque, come previsto dalla procedura. Tuttavia, successivamente non avrebbero monitorato il battito fetale in continuo fino al parto, bensì in modalità intermittente.

La bimba, in grave sofferenza respiratoria al momento della nascita, venne trasportata d’urgenza presso il reparto di terapia intensiva di un nosocomio del capoluogo pugliese, dove però il suo cuoricino avrebbe smesso di battere poche ore dopo.

A distanza di nove mesi dalla tragedia il Pubblico ministero titolare del fascicolo ha chiesto il rinvio a giudizio gli indagati. L’inizio dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Bari – riferisce ancora la Gazzetta del Mezzogiorno – è prevista per il 7 luglio.

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