Morto dopo un intervento a una gamba, tre medici indagati

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Tre medici risultano indagati per il decesso di un 37enne, morto dopo un intervento a una gamba effettuato mesi prima.

Ci sono tre medici indagati per il decesso di M.B., un 37enne di Ugento (Lecce) morto dopo un intervento a una gamba.

A distanza di mesi dall’operazione, effettuata per rimuovere una lesione ulcerativa dalla gamba, il37enne avrebbe perso la vita. Pertanto, il sostituto procuratore Stefania Mininni, titolare del fascicolo d’indagine, ha ipotizzato l’accusa di omicidio colposo a carico dei tre sanitari che hanno avuto in cura il giovane. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire alle parti di nominare un proprio consulente in vista dell’autopsia.

L’esame autoptico sarà effettuato nella giornata di martedì.

Ad effettuarlo saranno il medico legale Alberto Tortorella e lo specialista in anestesia e rianimazione Salvatore Silvio Colonna. Gli esiti dell’esame renderanno possibile appurare se effettivamente vi siano responsabilità da parte dei sanitari nel decesso del 37enne.

La vicenda

L’indagine è stata avviata dopo la denuncia dei familiari della vittima assistiti dagli avvocati Luigi, Alberto ed Arcangelo Corvaglia. Nella denuncia depositata in Procura, si afferma che quella del 37enne è stata un’autentica odissea.

Tutto è iniziato a dicembre scorso, quando il giovane ha subito un’operazione per una lesione ulcerativa alla gamba sinistra eseguita presso l’ospedale di Tricase. Il tutto dopo una serie di cure e di terapie che non aveva sortito alcun beneficio. Subito dopo l’intervento l’uomo è stato dimesso con la prescrizione di una terapia farmacologica. Il paziente doveva poi recarsi in ospedale una volta a settimana in ospedale per le medicazioni e i bendaggi.

Nel corso dei mesi, però, le sue condizioni si sarebbero velocemente aggravate. Sarebbero apparse su entrambe le gambe macchie rosse. Per i medici, tuttavia, queste erano dovute all’abuso di antidolorifici. I dolori però sarebbero aumentati nel tempo e a luglio sono subentrate febbre e urina scura. Nel corso dei vari consulti, però, i medici avrebbero sempre rassicurato M.B.puntualmente dimesso sotto prescrizioni mediche.

Il 21 luglio scorso, poi, il 37enne ha iniziato a sentirsi male. Giunge all’ospedale di Casarano in codice rosso. Le sue condizioni di salute, però, sarebbero ormai compromesse. I valori risultano del tutto sballati e i medici non possono effettuare ulteriori esami per non aggravare un quadro clinico già fortemente destabilizzato. Dopo poco, il 37enne entra in coma e muore dopo mezz’ora.

Sarà ora l’autopsia a stabilire cosa è veramente accaduto. I tre medici indagati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Venneri (che ha nominato come proprio consulente per l’autopsia, il medico legale Francesco Faggiano), Paolo Rizzo e Sabrina Conte.

 

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1 commento

  1. Come al solito riportate notizie frammentarie da cui è impossibile ricostruire la storia. Pare sia stata una forma di sepsi fulminante partita dalla ulcerazione alla gamba. Siamo nel 2018 ma, purtroppo, la sepsi uccide ancora e sui casi fulminei c’ è poco da fare. Ho visto giovani donne e bambini morire per una infezione iniziata banale ( spesso a partenza dalle vie urinarie) e poi complicarsi inesorabilmente. Purtroppo nn esistono ad oggi mezzi scientifici per capire quando una infezione di complica per poi sfociare il sepsi.
    Sembrerebbe che genotipo, quindi fenotipo immunitario dell’ ospite, microroganismo in questione generano una risposta immunitaria anomala che si complica e che può portare ad un esito fatale.

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