Indagini in corso a Roma sul decesso di un uomo di 69 anni, morto in una clinica della capitale dove nel corso dell’ultimo anno era stato sottoposto a sei operazioni

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sul decesso di un 69enne originario della provincia di Salerno, morto lo scorso 18 ottobre dopo essere stato sottoposto a sei operazioni. L’inchiesta, in cui al momento non figurano indagati, è partita dall’esposto presentato dai familiari della vittima, che chiedono di fare piena luce sulla tragica scomparsa del loro congiunto.

In base a quanto ricostruito, l’uomo soffriva da tempo di discopatia, ernia discale multipla, che gli causava un intenso dolore lungo tutto il nervo sciatico. Lo scorso anno si era rivolto a una clinica della Capitale per gli accertamenti clinici del caso e aveva deciso di operarsi.

Al primo intervento ne avrebbe fatto seguito subito un secondo, a settembre 2019, di stabilizzazione su due vertebre. A febbraio 2020, non riuscendo più a camminare, il paziente si sarebbe nuovamente rivolto alla struttura sanitaria romana che, tuttavia, dopo pochi giorni aveva interrotto l’attività a causa dell’emergenza Covid-19. Erano quindi trascorsi altri mesi prima che l’uomo venisse nuovamente ricoverato e sottoposto, a fine maggio, a un ulteriore intervento di revisione e artrodesi di tre vertebre. Ma anche in questa circostanza qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto. Una radiografia avrebbe infatti evidenziato che una delle viti che stabilizzava la colonna vertebrale si era spezzata. Da li la necessità di ricorrere a una quarta operazione, svolta a luglio, nel corso della quale sarebbe stata riaperta la pregressa incisione chirurgica e sistemata la vite in una vertebra che si era disconnessa dalla barra.

La situazione, tuttavia, non sarebbe migliorata, tanto da richiedere un quinto intervento, per una presunta ernia espulsa. In realtà, secondo l’ipotesi accusatoria, durante l’operazione sarebbe stata riaperta nuovamente l’incisione chirurgica originaria e, verificato che un’altra delle viti inserite su una vertebra non risultava ben ancorata all’osso, ne sarebbe stata posizionata una di diametro maggiore per poi procedere a un’ulteriore stabilizzazione per altre tre vertebre.

Il dolore però non sarebbe cessato. Dopo diverse visite fisiatriche e una terapia antidolorifica con morfina, il 9 settembre l’uomo sarebbe finito nuovamente in sala operatoria “per revisione e allungamento stabilizzazione, nonché decompressione del canale lombo-sacrale”.

Dimesso il 15 settembre il paziente era tornato a casa e sembrava stare meglio, ma dopo pochi giorni avrebbe ripreso ad accusare dolori molto forti, anche con fuoriuscita di liquido dalla ferita, che si sarebbe gonfiata.

Accompagnato il 2 ottobre in Pronto soccorso a Vallo della Lucania, era stato reindirizzato dai sanitari nuovamente nella clinica in cui era stato operato, dove sarebbe rimasto per 16 giorni prima del decesso. I familiari, riferiscono di essere stati informati che il loro caro sarebbe stato rinvenuto riverso sul pavimento della sua stanza privo di vita. Nei giorni precedenti, il 69enne avrebbe riferito loro di stare male, di avere la febbre, e di essere trattato con antibiotici e medicinali, non sapendo tuttavia quale terapia farmacologica gli stessero praticando.

Da li la decisione della famiglia di rivolgersi alla magistratura per capire cosa sia successo. Il Sostituto procuratore ha quindi avviato le indagini, acquisendo le cartelle cliniche e conferendo l’incarico per lo svolgimento degli accertamenti post mortem a un collegio composto da un medico legale, un ortopedico e un neurologo.

Gli esperti dovranno quindi fornire risposte circa la causa della morte nonché analizzare la storia clinica del paziente per valutare la sussistenza di condotte negligenti da parte di chi ha assistito la vittima nel corso del suo ‘calvario’ clinico che lo visto sottoposto a sei operazioni prima del decesso.

Hai vissuto una situazione simile? Scrivi per una consulenza gratuita a malasanita@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Malore improvviso: muore 21enne, due giorni prima era stata in ospedale

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui