All’indomani del via libera da parte del Mef al provvedimento che introduce i nuovi Livelli essenziali di assistenza, l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare si esprime positivamente sul provvedimento salvo alcune correzioni richieste al Ministero della Salute
La notizia è arrivata venerdì via twitter dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin: “Dal ministero dell’Economia la conferma su nuovi Livelli di assistenza, piano vaccini e nomenclatore protesi”.
Il MEF ha quindi dato il via libera al Dpmc illustrato nelle scorse settimane dal Ministero di Lungotevere Ripa e fermo da tempo sul tavolo del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan. Il Decreto risulta economicamente sostenibile e a settembre inizierà il processo parlamentare che vedrà il documento passare per le commissioni competenti.
L’impatto stimato sarà di circa 771,8 milioni di euro a fronte dei 415 previsti nella bozza di testo risalente a febbraio 2015. Nonostante il costo raddoppiato, non è stato superato il limite degli 800 milioni previsti dalla legge di stabilità 2016.
Nel frattempo continuano a susseguirsi i giudizi sui nuovi Lea da parte del mondo dell’associazionismo medico. Ultimo in ordine tempo è quello di Aimn (Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare) che si dice moderatamente soddisfatta sulla Medicina Nucleare “ridisegnata” dai nuovi LEA, in attesa delle correzioni richieste e, soprattutto, delle tariffe delle prestazioni, con l’aspettativa che siano remunerative degli alti costi legati a particolari radiofarmaci.
“Recentemente” ricorda Aimn “il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha illustrato i contenuti del Dpcm che ridefinisce i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza in sostituzione dei vecchi LEA del 2001. Il lavoro svolto dai colleghi medici nucleari presenti nella Commissione ministeriale ha portato a un aggiornamento e a una semplificazione dei suddetti livelli assistenziali a cui hanno diritto i cittadini con l’obiettivo di identificare nel modo più possibile univoco le prestazioni di medicina nucleare”.
“La più importante innovazione – prosegue l’Associazione – riguarda la separazione tra indagini PET (Tomografia ad emissione di Positroni) con FDG (Fluorodesossiglucosio) e quelle con altri radiofarmaci. Restano in ogni caso alcune inesattezze, per una pronta correzione delle quali l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare (AIMN) si è subito attivata nei confronti del Ministero della Salute, che riguardano l’attribuzione delle prestazioni gastroenterologiche, la scintigrafia delle paratiroidi e la incompleta definizione di alcuni esami PET nella cui descrizione non è ricompresa la TC (Tomografia computerizzata), metodica di diagnostica per immagini utilizzata con successo in tanti campi”.
“Una problematica di ancora maggior rilievo – sottolinea Aimn – riguarda poi le prestazioni di terapia ambulatoriale che sono state attribuite alla Radioterapia anche se, come tutti sappiamo, sono svolte quasi ubiquitariamente nei Servizi di Medicina Nucleare. Anche su questo aspetto abbiamo inoltrato al Ministro Lorenzin una nuova richiesta, corredata delle nostre motivazioni, di rivalutare l’attribuzione di tali prestazioni”.




