Aperta un’inchiesta nel nuorese per fare chiarezza sul decesso di un 65enne positivo al Covid-19, morto dopo aver percorso a piedi una strada in salita per raggiungere i soccorritori che avrebbero dovuto trasferirlo a Cagliari

La Procura di Lanusei ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sul decesso di un 65enne morto nella notte tra il 19 e il 20 settembre. L’uomo, positivo al Covid 19, era in quarantena nella sua dimora in un piccolo centro del nuorese. In base a quanto riferito dal legale di famiglia la vittima viveva in Germania da anni, ma era tornato in Sardegna a luglio per prendersi cura della madre malata, e poco dopo essere giunto in Italia aveva scoperto di essere positivo al Coronavirus. Il pomeriggio del 19 settembre sarebbe stato colto da una crisi respiratoria.

In base a quanto denunciato, però, i soccorsi sarebbero giunti in ritardo e peraltro alla vittima sarebbe stato chiesto di uscire di casa e raggiungere l’ambulanza a piedi a causa delle difficoltà del mezzo di inoltrarsi per le vie strette del piccolo comune; così l’uomo avrebbe percorso un tratto di strada di circa 200 metri in salita per poi stramazzare al suolo a breve distanza dagli operatori del 118. Questi ultimi, poi – sempre in base a quanto denunciato dal legale e riportato dall’Unione Sarda – nonostante i richiami da parte di vari presenti, sarebbero intervenuti solamente dopo una ventina di minuti, praticando un massaggio cardiaco manuale, senza usare il defibrillatore.

Ora sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso.

Il Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta ha conferito l’incarico a un medico legale per condurre l’accertamento post mortem, il cui esito confluirà nel fascicolo dell’accusa. In vista dell’accertamento necroscopico – come riferisce l’Ansa – sono stati iscritti nel registro degli indagati i 4 operatori del 118 accorsi sul posto, che avranno così la possibilità di nominare un proprio consulente.

La versione degli indagati, tuttavia, sarebbe decisamente diversa rispetto a quella dell’avvocato che rappresenta i parenti della vittima. A loro avviso, infatti,  il paziente avrebbe deciso di muoversi a piedi di sua iniziativa, senza che nessuno glielo avesse chiesto.

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