Quale futuro per i medici di continuità assistenziale?

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Contesa tra Fimmg e Smi sulle novità introdotte dall’Atto di indirizzo per la medicina convenzionata

Dopo l’Atto di indirizzo per la medicina convenzionata che ipotizza la sostituzione con il 118 del servizio tra le 24 e le 8, si è aperta una contesa tra la Fimmg (Federazione Italiana Medici Medicina Generale) e lo Smi (Sindacato Medici Italiani). Quest’ultimo, infatti, non esclude al possibilità di tagli alle postazioni, con conseguente rischio occupazionale, soprattutto tra chi rinnova la convenzione a tempo determinato ogni 6 mesi od ogni anno (quindi il 40% dei 12 mila medici di continuità assistenziale).

Ma se il sindacato boccia l’atto, Tommasa Maio, segretario Fimmg Continuità Assistenziale, risponde alle preoccupazioni dello Smi in maniera netta: nessuno perderà il posto, «i medici di CA entreranno con i colleghi di assistenza primaria nel ruolo unico della medicina generale, uscendo dall’isolamento logistico organizzativo e informativo in cui operano, chiamati troppo spesso e impropriamente a supplire alle carenze assistenziali di altri sistemi».

Maio ha anche ricordato che l’aggancio della medicina di continuità a quella “di guardia” è stato fortemente voluto proprio dai medici: al 71°congresso Fimmg secondo un sondaggio interno su medici di continuità assistenziale (65%) e assistenza primaria (32%) era emerso proprio che l’obiettivo di tutti è proprio lavorare a stretto contatto

Pina Onotri dello Smi, allora, si mette dalla parte del cittadino: «La gente deve sapere che la medicina generale di notte e festivi incide per 0,75 centesimi di euro annui – 0,3% della spesa sanitaria totale – assicurando una copertura per prestazioni che evitano altrettanti passaggi al pronto soccorso o interventi delle ambulanze del 118, le quali devono occuparsi anche delle emergenze stradali (e se de medicalizzate costano il doppio dell’auto medica). Mi chiedo perché lo stato dovrebbe pagare più medici per svolgere compiti nella stessa fascia oraria. Inoltre in convenzione è già prevista l’integrazione oraria dei medici di CA ma non si è fatta per assenza di risorse aggiuntive. Mi chiedo anche, nei paesini della Calabria o della Gallura chi interverrà la notte, da dove, in quali tempi? E chi coordinerà gli interventi in fascia diurna? Se sarà il coordinatore delle Aft i pazienti assistiti da medici fuori bacino non avranno gli stessi diritti degli altri. A proposito di coordinatori, se si prevede una convenzione a iso risorse in cui però questi “primari” avranno un quantum in più, da qualche parte si dovrà tagliare. Noi non vogliamo che paghino i pazienti».

A questa ulteriore problematica, invece, risponde Fiorenzo Corti che è responsabile comunicazione Fimmg, secondo il quale è errato ragionare come se le ore oggi lavorate tra le 24 e le 8 fossero o soppresse o distolte per svolgere di giorno gli stessi compiti fissati dal 1978 ad oggi per i medici di assistenza primaria: «Con la riforma del Ssn si pose fine alle doppie occupazioni dei medici ospedalieri che facevano i mutualisti al pomeriggio, le visite ambulatoriali sul territorio divennero appannaggio del medico di famiglia, e visitavamo i “sani fino a prova contraria”. Trentotto anni dopo, moltissimi di questi sani sono malati cronici e vanno assistiti diversamente con carichi di lavoro molto aumentati che richiedono coordinamento di professionalità e di medici del territorio. La medicina proattiva ha bisogno di tutte quelle ore di giorno: senza i colleghi di continuità assistenziale il cambiamento non si può fare, e magari si apre la strada a infermieri professionali e strutture private accreditate. Non ci sono soldi? Le disponibilità seguono l’attività, dove ci sono cose da fare poi arrivano».

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4 Commenti

  1. Sono un medico di C.A. che per motici di salute è stato posizionato in altre attività programmate con l’art. 73 comma 4. In realtà sono transitato da una attività convenzionata ad una di tp dipendente. Mi occupo di tutto ciò che riguarda i presidi e gli ausili,sottofirmando tutto quanto ,come il personale dipendente. e questo non mi
    dispiace se non fosse che pur lavorando come e più di un medico dipendente, non ho ferie,non ho malattia, non ho tredidicesima ,non posso aspirare ad un fine rapporto ( TFR) e cosa ancora più grave avrò una pensione da fame. Ora, considerato che ci sono le trattative in corso ,mi chiedo fine farò. Intanto ho maturato 10 anni di questo lavoro e stando alla considerazione dei miei superiori godo di ottima stima, forse perchè sono un’eco macchina consumo poco e dopo l’uso si getta. Passando dal faceto al serio ,cosa dovrò aspettarmi ?
    Ho già 64 anni ed ho poco tempo per augurarmi un cambiamento ma mi piacerebbe avere notizie certe e veloci.

    • Caro Francesco le novità saranno tutte pubblicate su questo quotidiano che ti invito a seguire ogni giorno
      Cari Saluti

  2. aneurisma dell’aorta,intervento,fine professione, dall’89 mmg, dal 86 al 91 medico di guardia medica,ad oggi non conosco la mia pensione d’invalidita ,nè come é stata costuita,mi hanno detto che non ho diritto al tfr nè come mmg,nè come medico di guardia medica, non ho diritto alla tredicesima mensilità,tutto buio pesto,senza regole e senza perche,chiedo consigli e suggerimenti sulle cose da fare.

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