Resezione epatica, ISMETT di Palermo supera quota mille interventi

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La struttura siciliana si conferma punto di riferimento per il trattamento dei tumori del fegato; a trenta giorni di distanza dagli interventi eseguiti l’indicatore di mortalità è pari a zero

L’ultimo intervento, il millesimo, è stato eseguito per salvare la vita a un giovane migrante di 28 anni sbarcato in Sicilia e affetto da un tumore primitivo al fegato. L’Ismett di Palermo (Istituto mediterraneo per trapianti e terapie ad alta specializzazione) si conferma con questo traguardo punto di riferimento per i pazienti di tutta Italia.

La resezione epatica, spiega lo stesso Istituto in una nota, consiste nell’asportazione chirurgica di una porzione dell’organo per il trattamento dei tumori del fegato (epatocarcinoma, colangiocarcinoma, ecc), delle malattie delle vie biliari, e per la donazione di una parte del fegato da vivente ad un soggetto che deve essere trapiantato.

Gli standard di efficienza e qualità raggiunti nell’istituto siciliano sono stati certificati anche dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas): secondo gli ultimi dati disponibili l’indicatore di mortalità a 30 giorni dopo un intervento per tumore del fegato è pari a zero.

Su mille resezioni epatiche eseguite, il 35% riguarda la cura di tumori insorti originariamente nel fegato (primitivi), nel 34% dei casi l’asportazione di tumori secondari o metastatici del fegato e nel rimanente 31% il reperimento di parti di fegato da trapiantare.

“In particolare vengono riferite a Ismett ­ – sottolinea Salvo Gruttadauria, responsabile della Chirurgia addominale e dei Trapianti addominali dell’istituto – le resezioni più complesse quali quelle che richiedono l’asportazione di un’ampia porzione di fegato che può raggiungere l’ 80% dell’organo, o la realizzazione di un intervento. In questi casi l’intervento è effettuato con una tecnica in ‘due tempi’. Nel primo tempo si realizza una procedura chirurgica o radiologica volta a fare crescere la parte sana del fegato che necessaria a consentire l’asportazione completa del tumore. Successivamente dopo circa tre settimane ottenuta la crescita del fegato sano si realizza l’asportazione del tumore”.

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