L’approvazione del ddl al Senato slitta al 2017
“Negli ultimi dieci anni i medici sono stati bersagliati da una quantità innumerevole di provvedimenti legislativi che hanno stravolto e superato il contratto di lavoro, ridotto le retribuzioni, mortificato le speranze di un incremento salariale. L’unico provvedimento che potrebbe modificare, sensibilmente ed in positivo, l’attività lavorativa di decine di migliaia di camici bianchi deve inutilmente aspettare ancora”. Lo afferma il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, a commento del nuovo rinvio da parte del Senato, dell’esame del disegno di legge sulla responsabilità professionale. L’Assemblea di Palazzo Madama, infatti, ha chiuso ieri i lavori per quanto riguarda il 2016, calendarizzando l’approvazione degli ultimi articoli del ddl Gelli al rientro dalla pausa per le festività natalizie, previsto per il 10 gennaio.
“Il disegno di legge sulla responsabilità professionale – sottolinea Troise – scarroccia nell’Aula parlamentare del Senato quasi alla deriva. Dopo le lunghe ferie dei parlamentari, dovrà essere ricalendarizzato, discusso, rinviato, ridiscusso e poi (forse) approvato. Uscito dal Senato dovrà essere trainato dal famigerato rimorchiatore, ovvero dalla navetta parlamentare, fino alla Camera dove, se i mostri marini (milleproroghe) e il Leviatano della legge parlamentare lo consentiranno, potrà sperare in una discussione risolutiva”.
Per il segretario Anaao basterebbe tener presente tutte le responsabilità cui sono sottoposti i medici, da quella penale a quella civile, passando per l’erariale, la disciplinare e la deontologico-ordinistica. “Qui non si tratta di porre ostacoli alla giusta punizione degli psicopatici di Saronno o ai criminali della clinica Santa Rita di Milano – afferma Troise – Qui si tratta invece di dare certezze ai molti medici che si ritrovano, in gran parte ingiustamente, nel vortice di un sistema mediatico e punitivo che non ha eguali nel mondo e che si riverbera con gravi conseguenze dal punto di vista assicurativo e, tramite la medicina difensiva, sulla salute dei pazienti e sui costi del sistema sanitario”
Infine, un invito a chi ‘gode della immunità parlamentare’ a immedesimarsi un po di più nel Paese reale. “Chi vuole sapere ciò di cui hanno bisogno cittadini e medici, faccia un giro negli Ospedali, di giorno o, meglio, di notte. Potremmo accompagnarlo”.




