La pronuncia della Cassazione sul ricorso presentato da un automobilista, condannato per omicidio stradale, in relazione alla sanzione accessoria della revoca della patente di guida

Era accusato del reato di omicidio stradale di cui all’art. 589-bis c.p.. All’imputato, con sentenza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Viterbo era stata applicata , ai sensi dell’art. 444 c.p.p., la pena concordata tra lo stesso e il Pubblico Ministero, oltre alla sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.

Nel ricorrere per cassazione l’uomo eccepiva la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 222 Codice della Strada (sanzioni amministrative accessorie), commi 2 e 3 ter, per contrasto con l’art. 3 della Costituzione.

Per la Suprema Corte, che si è pronunciata sul caso con sentenza n. 12780/2020,  il ricorso è fondato.

La Corte costituzionale infatti, con la sentenza n. 88 del 19 febbraio 2019, depositata il 17 aprile 2019, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 222, comma 2, quarto periodo, (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti – a norma dell’art. 444 c.p.p., per i reati di cui agli artt. 589-bis (Omicidio stradale) e 590-bis (Lesioni personali stradali gravi o gravissime) c.p., il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ai sensi dell’art. 222 C.d.S., comma 2, secondo e terzo periodo allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi 2 e 3 degli artt. 589-bis e 590-bis c.p.”.

In particolare, i giudici della Consulta hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica, per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la meno grave sanzione della sospensione della patente.

Da li la decisione di annullare la sentenza impugnata, limitatamente alla disposta revoca della patente di guida, con rinvio per nuovo esame al Tribunale, non rinvenendosi in essa alcuna motivazione sul punto e non vertendosi in ipotesi di reato aggravate dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe.

La redazione giuridica

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