Palermo: finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge di conversione del decreto Cura Italia non basta nemmeno a garantire la remunerazione di tutto lo straordinario messo in campo, tra febbraio e marzo

Un provvedimento “del tutto deludente”. Così Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Associazione dei medici e dirigenti del Ssn, commenta la legge di conversione del Decreto Legge “Cura Italia”.

La normativa – sottolinea –  conferma la sciagurata legislazione vigente che esclude gli operatori sanitari dall’obbligo precauzionale di quarantena nell’ipotesi di contatti stretti e non protetti con casi confermati di malattia, trasformandoli in malati a loro volta ed untori. Inoltre consente l’utilizzo della mascherina chirurgica, un semplice presidio medico, al posto delle maschere filtranti ffp2/ffp3, prescritte dalla normativa europea e dalle linee guida delle società scientifiche come dispositivi di protezione individuale per il rischio biologico elevato. “Un combinato disposto normativo, provato come nefasto dalle evidenze sul campo, che è alla base dei contagi negli ospedali, trasformati in luoghi di diffusione della malattia Covid-19, nel vuoto di indicazioni e programmi coerenti”.

Ad oggi gli operatori sanitari contagiati sono circa 18500 e rappresentano il 10% del totale.

Un primato – afferma Palermo – le cui cause, fin dal 24 febbraio, sono state individuate nell’insufficienza delle protezioni, nella carenza di personale a causa del decennale sotto-finanziamento del FSN, nell’omissione dell’obbligo di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, nelle lacune organizzative difficilmente giustificabili. “Inascoltati da comitati tecnico-scientifici sordi e ciechi e dal Governo che ha fornito, e continua a fornire, valore legale a scelte incaute che poco hanno a che fare con la scienza”.

Per l’Anaoo, la “Fase 2” avrà bisogno della piena operatività degli ospedali italiani in termini di posti letto e di dotazioni organiche coerenti per affrontare la funzionalità degli ospedali Covid e l’immensa domanda di prestazioni accumulata in questo periodo emergenziale. “Milioni di pazienti con patologie “ordinarie” – evidenzia ancora Palermo – attendono un intervento chirurgico, una visita specialistica o un esame diagnostico avanzato, affollando liste di attesa che si misurano oramai in anni, mentre la mortalità nelle patologie tempo dipendenti cardiovascolari già comincia a incrementare in modo preoccupante.

“La sostenibilità del SSN, un bene comune di cui tutti hanno tessuto le lodi, passa da qui”.

A dispetto delle parole e della retorica degli eroi – denunciano i medici e dirigenti del SSN – “non vi è traccia nel ‘Cura Italia’ di un minimo riconoscimento risarcitorio per il lavoro svolto da chi, ogni giorno ed ogni notte, affronta in prima linea la epidemia, mentre prolifera il fai da te di Regioni ”generose” con i medici con i soldi dei medici, isorisorse tanto per cambiare. Il finanziamento aggiuntivo previsto non basta nemmeno a garantire la remunerazione di tutto lo straordinario messo in campo, tra febbraio e marzo, con generosità e spirito di sacrificio dagli operatori sanitari per affrontare lo tsunami di malati riversato sugli ospedali in assenza degli argini territoriali. Retribuzione del lavoro già fatto, quindi, e ci mancherebbe anche che non ci fosse”.

“Risparmiateci, caro Presidente del Consiglio, cari Ministri e cari Parlamentari – conclude Palermo – vuote retoriche che mai si trasformano in atti concreti di riconoscimento e valorizzazione della nostra categoria, e arrossite per “leggi vergogna” che hanno legittimato condizioni di lavoro che hanno portato a malattia e morte tanti Colleghi. Il tempo delle emozioni sta per scadere e quello della dimenticanza non è ancora arrivato”.

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