L’affezione reumatica dell’articolazione trapezio-metacarpica e delle articolazioni del pollice frequentemente è bilaterale e può essere altamente invalidante visto che riguarda proprio i movimenti di opposizione del pollice. Questi movimenti ci distinguono nel panorama animale ed hanno caratterizzato l’evoluzione della nostra specie. Ecco perchè avvertire dolore in questa area del corpo è molto invalidante: l’opponibilità del pollice caratterizza la nostra vita. Il trattamento combinato prevede l’utilizzo di terapia fisica, terapia manuale e confezionamento o acquisto ed utilizzo di piccole ortesi contenitive.
Anzitutto come al solito cerchiamo di capire cosa è questa malattia. In primo luogo la diagnosi specialistica deve essere fatta da un Reumatologo o da un Fisiatra, in secondo luogo l’indagine che conferma tale ipotesi diagnostica è solo la radiografia. L’affezione consiste in una abnorme crescita delle superfici articolari per via primaria (molto raro e con causa genetica) o per via secondaria molto comune e determinata da un errato o eccessivo utilizzo di tali articolazioni. Questa crescita eccessiva delle superfici articolari è la risposta del nostro organismo ai microtraumi ripetuti determinati dallo sport o da lavori usuranti come ad esempio nel nostro caso: nei sarti, nelle collaboratrici domestiche, negli informatici e molto probabilmente in futuro nei grandi utilizzatori di Smartphone e Tablet.
In fase acuta oltre che all’assunzione di farmaci anti-infiammatori prescritti dallo specialista è sempre necessario indossare per almeno 8 ore al giorno l’ortesi specifica per l’immobilizzazione dell’articolazione. Successivamente si somministra Laser Nd-Yag ad alta potenza con accesso ottico in decoattazione articolare (cerchiamo cioè di allontanare un poco le superfici articolari e puntiamo il laser all’interno dell’articolazione), mentre la terapia manuale di movimento e decoattazione (allontanamento) articolare consente un riordino della funzione di produzione e riassorbimento del liquido sinoviale (“l’olio” nutritivo e lubrificante presente in tutte le nostre articolazioni). In questa seconda fase il tutore o ortesi deve essere impiegata quando ci troviamo a svolere quelle attività manuali che hanno caratterizzato il principio del problema. Sono ovviamente tutte quelle attività caratterizzate dal dolore o dall’impotenza. Comunque un bravo fisioterapista è anche colui che sa individuare i movimenti non corretti e consigliare l’utilizzo dell’ortesi per svolgere le attività che ne prevedono l’utilizzo.
La terza ed ultima fase di trattamento è fondamentalmente di rieducazione. Vale a dire che si cerca di educare il paziente ad un utilizzo più corretto delle proprie mani in ambito lavorativo. Possono in questa fase essere consigliati alcuni integratori alimentari contenenti sostanze stimolanti la cartilagine articolare come la Glucosammina e il Condroitin solfato.
Dr Paolo Scannavini
Fisioterapista e Kinesiologo
Consigliere Nazionale SIGM
Responsabile fisioterapia MeRiBen




