La singolare vicenda approda in Cassazione che conferma il diniego del risarcimento in quanto l’evento non era prevedibile né evitabile (Cass. Civ., Sez. III, Ordinanza n. 27527 del 11 ottobre 2021)

Il sinistro avviene in Sicilia nell’anno 2008, quando un uomo alla guida della propria vettura si scontra con un albero caduto sulla carreggiata e chiama a giudizio il Comune per ottenere il risarcimento dei danni.

I Giudici di merito respingono la domanda dell’automobilista.

Il Tribunale di Sciacca, con la sentenza n. 442/2012, respingeva la domanda dell’attore e regolava le spese di lite.

La Corte d’Appello di Palermo, con la pronuncia n. 1736-2018, rigettava l’appello e confermava, quindi, la decisione di prime cure.

In particolare, la Corte territoriale confermava che il danneggiato non aveva fornito la prova della concreta dinamica del sinistro nè della caduta improvvisa dell’albero nell’imminenza del suo passaggio, giacché i testimoni escussi si erano limitati a descrivere la situazione dei luoghi e a ribadire che il giorno del sinistro sul territorio si era abbattuto un violento nubifragio; escludeva la responsabilità dell’ente convenuto non avendo quest’ultimo ragionevole possibilità di esercitare la custodia in considerazione della particolarità dell’evento generatore di danno e tenuto conto del comportamento colposo ascritto al danneggiato che aveva tenuto una velocità non adeguata allo stato dei luoghi, come confermato dalle modalità del sinistro, che ha visto il ricorrente incastrarsi con la propria automobile sopra i rami dell’albero, e dalla conseguente gravità delle lesioni subite.

L’automobilista ricorre in Cassazione e censura la statuizione con cui la Corte territoriale riteneva sussistente il caso fortuito, perché il Comune di Sciacca non aveva provato che l’albero era in condizioni statiche normali e in buone condizioni vegetative e manutentive, che ben conosceva lo stato di integrità dell’eucalipto, avendo effettuato la necessaria manutenzione, che l’evento dannoso era stato determinato da un fatto talmente eccezionale da essere causa esclusiva dello sradicamento dell’albero caduto.

Gli Ermellini sottolineano che è imprescindibile l’accertamento dell’esigibilità della condotta di custodia da parte del Comune.

In particolare, se poteva esigersi dal Comune quella attività diretta ad eliminare gli elementi pericolosi non prevedibili, ma che si erano comunque verificati e verificare, nel concreto, se l’evento sia connotato da imprevedibilità o inevitabilità.

Difatti, va esclusa la responsabilità del custode nel caso in cui egli non abbia avuto tempo sufficiente per intervenire ed eliminare l’imprevisto-imprevedibile, definibile caso fortuito, ciò è principio granitico.

In tema di circolazione stradale l’Ente custode deve garantire la sicurezza mediante l’adozione delle opere e l’assunzione dei provvedimenti necessari; l’Ente non è responsabile di ciò che non sia prevedibile oggettivamente, ovvero di tutto ciò che rappresenta un’eccezione alla normale sequenza causale, che, invece, integra il caso fortuito, quale causa non prevedibile.

Conseguentemente, l’imprevedibilità comporta la non evitabilità dell’evento e la configurazione del caso fortuito costituito dall’alterazione imprevista, imprevedibile e non tempestivamente eliminabile.

La Corte evidenzia che la caduta dell’albero non era prevedibile e, quindi, non risultava evitabile da parte del Comune, in virtù della circostanza di essersi formato poco prima del sinistro per una causa estrinseca ed estemporanea creata da un nubifragio eccezionale.

All’automobilista, per tali ragioni, non spetta il risarcimento del danno per violazione degli obblighi del Comune.

Nello specifico, la Corte deduce: “esclusa la responsabilità da cose in custodia in capo all’Ente proprietario e gestore della strada per i danni patiti dal conducente di un veicolo che abbia impattato contro un grosso albero caduto sulla strada in prossimità del suo passaggio, non potendo il custode rispondere dei danni cagionati da un evento da qualificarsi oggettivamente non prevedibile, come corrispondente alla normale regolarità causale nelle condizioni date dei luoghi e non tempestivamente eliminabile o segnalabile”.

In conclusione il ricorso viene rigettato e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese di lite liquidate in euro 1.800,00, oltre spese e accessori.

Avv. Emanuela Foligno

Sei stato coinvolto in un incidente stradale? hai subito un danno fisico o perso un congiunto e vuoi ottenere il massimo risarcimento danni? Clicca qui

Leggi anche:

Lesioni causate da omessa custodia della strada e nesso causale

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui