No, verrebbe da dire. E invece il dr. Mario Marcellino esercita da quarant’anni la professione pur essendo solo iscritto all’albo dei medici. E il tribunale di Torino gli ha anche dato ragione. Ecco la sua storia

Abbiamo incontrato il dr. Mario Marcellino, dentista non iscritto all’albo degli odontoiatri, in quanto medico legale di una paziente a cui sono stati estratti 20 denti dopo una panoramica gratuita.

Dentista da quarant’anni, da trentuno rifiuta di iscriversi all’albo degli odontoiatri, da quando cioè è stato istituito nel 1985 con la legge 409. In quanto direttore sanitario del Centro Salute Lingotto, nel 2013 è stato rinviato a giudizio a Torino dove vive ed esercita. Ha così potuto portare la propria tesi in tribunale, e il giudice Giuseppe Casalbore gli ha dato ragione.

marcellinoAbbiamo chiesto al dr Marcellino di raccontarci la sua storia.

Dr. Marcellino, la sua è una storia professionale piuttosto particolare.

Sì, penso di essere l’unico dentista in Italia a non essere iscritto all’albo degli odontoiatri.

Perché non si iscrive all’albo?

Perché l’attuale regolamentazione è un aborto giuridico. Io ritengo di essere, in quanto medico, non un odontoiatra bensì uno stomatologo, ossia un medico della bocca, e in questo sono in linea con la Comunità Europea.

Come sappiamo la specialità, tranne per il radiologo, non è un titolo giuridicamente abilitante ma soltanto accademico, di cultura. In quanto medico chirurgo, domani potrei fare un trapianto di cuore e se l’intervento andasse bene nessuno potrebbe obiettarmi nulla. L’assurdità a cui siamo arrivati è che, invece, se un medico chirurgo toglie un dente viene denunciato per esercizio abusivo della professione di odontoiatra. Non ha senso.

Lo stomatologo fa le stesse cose del dentista, ma con “un’arma” in più, come, nella progettazione di una casa, l’ingegnere rispetto al geometra. Ad esempio, se un paziente odontoiatrico ha altre malattie come il diabete oaltra malattia sistemica, il medico chirurgo ha una formazione che gli permette di seguire con più tranquillità la situazione clinica del paziente.

La Comunità Europea, inoltre, ha definito con una direttiva quali sono le specializzazioni riconosciute dei medici e con un’altra quali quelle degli odontoiatri, da cui sono derivate successivamente le leggi italiane: la Stomatologia è una specialità presente in più stati ma in Italia non c’è il rispetto giuridico di questa figura.

Perché ritiene scorretta l’attuale regolamentazione?

Tutto nasce con la legge istitutiva della professione di odontoiatra nel 1985, quando ci sono stati i primi laureati in odontoiatria cha andavano collocati professionalmente. Prima di questa legge l’unico a poter curare i denti era “il medico”, con o senza specialità.

Con la prima stesura del 1985 il medico specialista in odontoiatria rimaneva iscritto all’albo dei medici, mentre il “dentista senza specializzazione” entro cinque anni doveva scegliere se iscriversi a quello degli odontoiatri o restare in quello dei medici rinunciando ad una delle due attività.

Il problema si è posto, per esempio, per chi era medico della mutua e dentista: questi ricorsero alla Suprema Corte. Così, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1989, la legge 409/1985 è stata modificata e i diritti dei medici non specializzati sono stati equiparati a quelli degli specializzati. Per questi casi è stata stabilita l’iscrizione all’albo dei medici chirurghi, con in più l’annotazione di esercitare come dentisti.

L’interpretazione di questa sentenza che è scaturita in seguito è un’assurdità, sicuramente non prevista dai giudici costituzionali, cioè quello che accade adesso: i medici dentisti possono fare una doppia iscrizione, sia all’ordine dei medici che a quello degli odontoiatri. Questo è un aborto giuridico!

In Italia una delle condizioni fondamentali dell’iscrizione ad un albo professionale è che un professionista iscritto ad un albo non può essere iscritto contemporaneamente ad un altro albo ed era previsto – e non contestato dalla C.C. – nella 409/85. Noi siamo l’unico caso in cui esiste l’iscrizione a due albi, e per di più dello stesso ordine a fronte di un’unica abilitazione!

Ma che senso ha? Sono stati introdotti dei correttivi che non hanno senso, certamente non istituiti dalla Corte Costituzionale perché, oltretutto, essa non ne ha facoltà.

Lei ha dimostrato con successo questa sua tesi in tribunale.

Sono stato processato nel 2013 e così ho finalmente potuto portare la mia tesi in tribunale. Il giudice Giuseppe Casalbore, purtroppo deceduto un anno dopo la sentenza, mi ha dato ragione.

Il “casus belli” per cui sono finito in tribunale è stato rappresentato dal fatto che sono direttore sanitario (nonché proprietario e operatore) del Centro Salute Lingotto. Quando il funzionario dell’Asl mi ha chiesto se ero iscritto all’albo degli odontoiatri gli ho risposto di no, perché non lo ritengo necessario. Siamo quindi andati a processo, la Asl si è rivolta all’Ordine dei Medici, che mi ha segnalato alla procura allegando parere del Consiglio di Stato.

I capi di imputazione erano due: il primo per esercizio abusivo della professione, il secondo per esercizio abusivo del ruolo di direttore sanitario in quanto non iscritto all’albo degli odontoiatri.

Riguardo il ruolo di direttore sanitario, ho fatto presente che la legge stabilisce che il direttore sanitario deve essere “un medico”, perché il suo scopo non è controllare come vengono curati i denti ma la supervisione del buon funzionamento dei servizi igienico-sanitari. Sono state circolari ministeriali e regionali ad aprire anche agli odontoiatri, ma da qui arrivare all’opposto che un medico non possa farlo mi sembra un’altra assurdità. Alla prima udienza mi è stato tolto il capo di imputazione su questo punto, e anzi credo di essere l’unico in regola, a dirla tutta.

Il processo è quindi andato avanti sulla questione dell’esercizio abusivo della professione di odontoiatra. Dal dibattito è emerso che “il fatto non sussiste”: il Tribunale di Torino ha stabilito che non sono abusivo. Non si sa cosa sono, ma non sono abusivo. Vorrei sapere cosa ne pensa l’Ordine dei Medici, ho chiesto più di una volta un parere ma ancora non ho avuto risposta.

Ersilia Crisci

5 Commenti

  1. gli abbusivi sono loro non lei, che abbusivamente si sono introdotti nella sua vita. codesti anno veramente rotto le scatole infatuando persone con poco carattere (pecore) che non sanno nemmeno interpretare la propria giornata. tanto vengono pagate ugualmente
    cordiali saluti luciani

  2. L’arma in più di cui si parla in questo articolo è un vecchia bandiera di medici di base le cui conoscenze sul diabete affondano negli anni 80 (a essere ottimisti). Per contro, le conoscenze odontoiatriche sono altrettanto arretrate nel formazione primaria. Sicuramente l’aggiornamento successivo avrà anche messo una pezza, ma la forma mentis della “pasta iodoformica” rimane. Saluti.

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