Convertito in legge, con l’approvazione del Senato, il decreto legge n. 168/2016 che reca interventi sull’organico e gli uffici giudiziari
Sarebbero olte 100mila i procedimenti arretrati pendenti per la Corte di Cassazione. Lo ha affermato il Senatore Giuseppe Lumia, capogruppo del PD in Commissione Giustizia, nella sua dichiarazione di voto sulla conversione in legge del decreto legge n. 168/2016 recante interventi sull’organico e gli uffici giudiziari ma anche norme che riformano il rito in Cassazione e il processo amministrativo telematico.
Per l’approvazione del testo da parte di Palazzo Madama, nella veste già approvata dalla Camera dei Deputati, il Governo, tramite il Ministro Boschi ha apposto la fiducia, anche per via delle forti polemiche che ne hanno accompagnato il percorso e le critiche provenienti, non solamente dall’opposizione parlamentare, ma anche da rilevanti pezzi del sistema giudiziario stesso quali l’Associazione Nazionale Magistrati e l’avvocatura.
Quest’ultima, in particolare, ha manifestato la propria contrarietà rispetto alla novità che vede diventare regola il giudizio camerale innanzi alle sezioni semplici civili della Cassazione; una modifica che nasce con l’obiettivo di semplificare e ridurre il contenzioso, ma che comporterà la possibilità per le parti di interloquire solo per iscritto; la decisione della Corte, quindi, avverrà soltanto in base alle carte depositate. Solo per le questioni di diritto particolarmente importanti viene fatta salva la possibilità di trattazione in udienza pubblica, sia su iniziativa d’ufficio che su richiesta delle parti.
Al fine di ridurre l’arretrato in Cassazione viene previsto il potenziamento dell’organico, mediante la “task force” dei giudici del massimario che potranno essere aggregati alle sezioni, nella misura massima di uno per collegio, anche se solo temporaneamente (massimo tre anni) e senza possibilità di rinnovo. Come requisiti devono avere almeno due anni di anzianità nel servizio.
Tra le altre novità introdotte dalla legge vi è l’immissione più rapida in servizio per i nuovi magistrati nominati a seguito dei concorsi banditi. Il tirocinio viene tagliato da 18 a 12 mesi. I giovani laureati, inoltre, potranno effettuare il tirocinio valevole per l’accesso alla magistratura anche in Cassazione.
Sul versante amministrativo viene introdotto l’ufficio per il processo, a supporto dell’attività dei giudici, e viene istituita una commissione di monitoraggio che, in vista dell’avvio del processo telematico, riferirà mensilmente al consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Vengono inoltre modificate diverse disposizioni del codice del processo amministrativo relative al domicilio digitale, alla possibile deroga al deposito telematico e alle copie informatiche degli atti processuali, introducendo specifiche norme attuative e per la sinteticità degli atti. Viene stabilita, infine, l’obbligatorietà, e non più la possibilità, della registrazione telematica dei ricorsi, degli atti processuali e delle sentenze ed è previsto che anche gli atti difensivi siano redatti secondo criteri e limiti di dimensioni fissati dal presidente del Consiglio di Stato.




