Il Sindacato degli specialisti ambulatoriali è stato ascoltato in Commissione Igiene e Sanità al Senato sul ddl  recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”

“Misure efficaci dovrebbero prevedere la procedibilità d’ufficio da parte delle Aziende Sanitarie. Tale misura sarebbe vista come strumento di tutela nei confronti del sanitario che spesso, per paura, non denuncia. Inoltre le Aziende sanitarie dovrebbero costituirsi parte civile nei processi di aggressione con il proprio personale in quanto le aziende sanitarie sono le responsabili della sicurezza dei propri dipendenti”. Questa la proposta avanzata da Antonio Magi, segretario generale del SUMAI Assoprof, in commissione Igiene e Sanità del Senato. Il Sindacato è stato ascoltato in relazione al Ddl recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”

Quanto previsto attualmente dal disegno di legge è per Magi insufficiente, in quanto non solleva le vittime dall’onere di denunciare i loro aggressori. Elemento questo, che secondo il segretario degli specialisti ambulatoriali, può rappresentare un pesantissimo condizionamento psicologico per la paura di subire ritorsioni.

“Il più delle volte infatti – sottolinea –  il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura, se minacciato dagli aggressori”.

Magi, nel corso dell’audizione , ha inoltre ricordato i campanelli d’allarme di cui un operatore sanitario dovrebbe tener conto per prevenire un atto di violenza. Ha evidenziato quali sono i luoghi “preferiti” per le aggressioni, ovvero i Pronto Soccorso, gli ambulatori e il 118. Inoltre, ha chiarito la tipologia delle aggressioni e ha rimarcato i costi degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che si riverberano sulla collettività. Una cifra, quest’ultima, che solo nel 2017 supera i 30 milioni di euro.

 

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