La transazione tra Assicurazione e terzo trasportato in caso di sinistro stradale può giovare anche al proprietario del veicolo anche se non è parte dell’accordo

“Il proprietario del mezzo e il suo assicuratore sono coobbligati in solido verso il terzo trasportato e nel caso in cui, tra il trasportato e la compagnia assicurativa, sia conclusa una transazione, il proprietario-assicurato, pur non essendo parte del contratto, può giovarsene, dichiarando di volerne profittare e gli altri contraenti non possono opporsi, giacché trattasi di un diritto potestativo attribuito dalla legge direttamente al debitore solidale”. Tale è il principio di diritto statuito dalla Suprema Corte (Cass. Civ., sentenza n. 21842 del 30 agosto 2019). La vicenda trae origine da un sinistro stradale intervenuto tra un’automobile e un autoarticolato a seguito del quale l’automobile si incendiava.

La terza trasportata sull’auto agiva in giudizio contro il conducente, la società titolare del mezzo, la sua Compagnia assicuratrice, la Società proprietaria dell’autoarticolato, la sua Assicurazione e gli eredi del conducente.

La donna, a tacitazione di ogni pretesa, raggiungeva una transazione con l’Assicurazione del mezzo su cui viaggiava.

In primo e in secondo grado, la proprietaria dell’autoveicolo dichiarava di voler profittare del negozio transattivo intercorso tra assicurazione e terza trasportata, ma i Giudici di merito rigettavano la domanda.

La vicenda pertanto approda in Cassazione.

Gli Ermellini evidenziano preliminarmente che “il contratto produce effetti solo tra le parti e che la transazione può operare anche verso il coobbligato solidale – rimasto estraneo al contratto – che intenda profittarne ai sensi dell’art. 1304 c.c. in quanto il condebitore solidale non può considerarsi terzo rispetto al rapporto oggetto di transazione”.

La Corte specifica che l’art. 1304 c.c. si riferisce unicamente alla scrittura transattiva avente ad oggetto l’intero debito, e non già alla transazione parziale.

Secondo principi consolidati “è la comunanza dell’oggetto della transazione a far sì che di questa possa avvalersi il condebitore in solido, pur non avendo partecipato alla sua stipulazione e quindi in deroga al principio secondo cui il contratto produce effetto solo tra le parti”.

Per contro, “la transazione pro quota persegue lo scopo di sciogliere la solidarietà passiva e riguarda il solo debitore che vi ha aderito; gli altri coobbligati non hanno titolo per profittarne”.

Ne deriva che se il coobbligato in solido dichiara di voler profittare della transazione, le altre parti non hanno titolo per impedirglielo.

Ciò specificato è pacifico che il proprietario del mezzo è coobbligato in solido con l’Assicurazione verso il terzo trasportato in quanto tra i due sussiste un vincolo di solidarietà atipica.

I Giudici di merito escludevano l’operatività della transazione verso il proprietario del mezzo, poiché il negozio risultava in violazione dell’art. 129 C.d.A, invero, secondo gli Ermellini la norma suddetta è derogabile dalle parti, giacché trattasi di disposizione posta a tutela di interessi privatistici.

La transazione oggetto della vicenda, quindi, è perfettamente valida e può dispiegare i propri effetti anche verso il proprietario dell’auto, che viene liberato dalla propria obbligazione risarcitoria.

Per tali ragioni il ricorso viene accolto.

Avv. Emanuela Foligno

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