In caso di sinistro, la personalizzazione in aumento del risarcimento è dovuta solo in presenza di situazioni straordinarie, specifiche ed eccezionali che non sono generali e inevitabili per tutti coloro che abbiano patito quel tipo di lesione

La vicenda

La controversia trae origine da un sinistro stradale avvenuto nel luglio del 2013 tra un ciclomotore condotto dalla parte danneggiata e un’autovettura non assicurata.

Il giudizio di primo grado, svoltosi davanti al giudice di Pace di Reggio Emilia, aveva visto come attore il conducente del ciclomotore, l’autista della vettura non assicurata e la compagnia assicurativa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada.

All’esito del giudizio l’adito giudice di pace aveva attribuito la responsabilità dell’incidente in misura concorrente ad entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti; stabilendo che il danno subito dall’attore addebitabile alla autovettura in ragione della sua quota di corresponsabilità fosse pari ad euro 6.622,25 oltre interessi e rivalutazione.

Il giudizio d’appello

Contro tale sentenza ha proposto ricorso in appello la compagnia assicurativa lamentando, tra gli altri motivi, la riconosciuta personalizzazione del 25% del danno patrimoniale subito dall’attore, conteggiato sulla base delle lesioni biologiche accertate dal CTU.

Ebbene, il Tribunale di Reggio Emilia (Seconda Sezione Civile, sentenza n. 1728/2019) ha parzialmente accolto il gravame riformando la pronuncia di primo grado.

In particolare, il giudice dell’appello ha ritenuto ampiamente provata, quantomeno con ragionamento presuntivo ai sensi dell’art. 2727 c.c., l’esistenza del sinistro che ragionevolmente il giudice di pace aveva addebitato alla concorrente responsabilità delle parti.

È stato tuttavia accolto il motivo di ricorso relativo alla personalizzazione del 25% del danno da invalidità permanente concesso al conducente del ciclomotore, ai sensi dell’art. 139 comma 3 del Codice delle Assicurazioni.

Invero, secondo il costante insegnamento della giurisprudenza di legittimità, ancora una volta condiviso, “in presenza di un danno permanente alla salute, la misura standard del risarcimento prevista … può essere aumentata solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed affatto peculiari. Le conseguenze dannose da ritenersi normali e indefettibili secondo l’id quod plerumque accidit (ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento”, che è dovuta solo in presenza di situazioni che connotano il caso concreto con modalità “che non sono generali e inevitabili per tutti coloro che abbiano patito quel tipo di lesione” ma “straordinarie … specifiche ed eccezionali”, da indicare con motivazione “analitica e non stereotipata” (Cass. n. 28988/2019).

La decisione

Ebbene, nel caso in esame, il giudice di primo grado aveva disposto un aumento della misura standard risarcitoria del 25% incorrendo in un doppio errore: per un verso, aveva accordato l’aumento in una misura superiore a quella massima prevista dall’art. 139 comma 3 Codice delle Assicurazioni, che prevede la possibilità di aumentare fino al 20%; per altro verso, aveva accordato tale aumento senza in alcun modo motivare in ordine alla concreta situazione di causa, spiegando perché si era in presenza di conseguenze dannose anomali e peculiari, specifiche ed eccezionali, non già normali ed indefettibili rispetto a quelle relative ad ogni tipo di lesione dell’entità accertata.

Anzi, dagli atti era emerso che il danneggiato non solo non avesse provato, ma che neppure avesse dedotto pregiudizi ulteriori e diversi da quelli che “sono connaturati ad ogni situazione di chi, alla stessa età, ha subito una lesione dell’entità accertata”.

Pertanto, in accoglimento del motivo di appello, è stata ritenuta non dovuta la corresponsione accordata dal primo giudice a titolo di personalizzazione del danno, con conseguente obbligo restitutorio di quanto già pagato dall’assicurazione.

Avv. Sabrina Caporale

Leggi anche:

TABELLE MILANESI, DA APPLICARE QUELLE VIGENTI ALLA DECISIONE DELLA CAUSA

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui